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E Frans Timmermans spiega: “Il ricatto del gas farà molto male a Putin”.

Al Forum economico mondiale di Davos si parla inevitabilmente di guerra in Ucraina, politica estera e ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. C’è stata però l’occasione di parlare anche delle politiche sul clima, con l’intervento di John Kerry (inviato speciale Usa per il clima), di Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea) e di Frans Timmermans (vicepresidente della Commissione europea con delega al Green deal).

Kerry: “Possiamo farcela con le rinnovabili”

Sul clima siamo sull’orlo del precipizio, ma possiamo accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni, allargando la platea dei Paesi che hanno sottoscritto gli obiettivi della Cop 26. Abbiamo davanti un incredibile futuro, se solo ci svegliamo di fonte alla realtà“. Inizia così l’intervento di John Kerry a Davos.
Gli esseri umani, così come hanno creato il problema, possono risolverlo. Gli Stati da soli non possono farcela, abbiamo bisogno che il settore privato si muova e investa” – spiega l’inviato speciale per il clima degli Stati Uniti – “Sulla lotta al cambiamento climatico non siamo dove dovremmo essere, dobbiamo compensare il gas russo con le nuove tecnologie, come le rinnovabili e la cattura della CO2“.

Timmermans: “Il ricatto del gas farà male a Putin”

Non c’è modo in cui Putin possa ricattarci col suo gas, se taglia le torniture farà molto più male a se stesso che a chiunque altro“. Così l’intervento di Frans Timmermans al Forum economico mondiale di Davos. Sul gas, il vicepresidente della Commissione europea ha spiegato: “Abbiamo le riserve, stiamo cercando in giro per il mondo energia e gas da altri produttori, a cui l’Ue offre una relazione di lungo termine basata non solo sulle fonti fossili ma anche sull’idrogeno verde“.
Proprio l’idrogeno verde rappresenta per Timmermans il futuro dell’Europa: “Credo che il Mediterraneo diventerà il centro mondiale delle forniture. L’Europa, l’Africa e la regione del Golfo giocheranno un ruolo centrale e sarà possibile fornire una fonte stabile di energia che è quasi senza limiti“.

Von der Leyen: “Servono partnership equilibrate”

L’Unione europea deve evitare di ripetere l’errore fatto col gas russo: questo il monito di Ursula von der Leyen. “Per la transizione energetica servono partnership equilibrate, l’economia del futuro non si baserà più sul carbone e sul petrolio, ma ma sul litio per le batterie, sul silicio per i semiconduttori, sulle terre rare per i magneti permanenti per i veicoli elettrici e le turbine eoliche” – spiega la presidente della Commissione europea – “Una cosa è sicura: le transizioni ecologiche digitale aumenteranno in modo massiccio la necessità di questi materiali. Tuttavia, l’accesso a questi materiali non è scontato. Per molti di questi, contiamo solo su una manciata di produttori del mondo“.
Essenziale, per Ursula von der Leyen, è evitare di rimpiazzare vecchie dipendenze con nuove dipendenze. “Stiamo lavorando per assicurare la resilienza delle nostre catene del valore. Anche in questo caso forti partnership internazionali sono il nocciolo della soluzione” – spiega la presidente della Commissione europea – “Ci siamo già assicurati partnership strategiche sulle materie prime con Paesi come il Canada. Seguiranno altre partnership con partner affidabili. Insieme, possiamo creare interdipendenze più bilanciate e costruire catene del valore sulle quali poter fare affidamento“.

Von der Leyen: “Nessuna intesa sull’embargo al petrolio”

Non mi aspetto un’intesa sull’embargo al petrolio al prossimo vertice europeo, inutile dare false aspettative. Le principali difficoltà sono tecniche oltre che politiche” – ha poi aggiunto Ursula von der Leyen – “Stiamo discutendo dei Paesi senza sbocco sul mare che hanno bisogno di forniture alternative tramite gasdotti, quindi bisogna parlare degli investimenti e stiamo discutendo dell’aggiornamento delle raffinerie e di investimenti nelle energie rinnovabili“.

Xie Zhenhua: “Sul clima buona intesa Cina-Usa”

La migliore notizia dal Forum di Davos arriva sicuramente dalla Cina. L’inviato per il clima, Xie Zhenhua, ha infatti spiegato: “Sulla lotta alla crisi climatica c’è una buona collaborazione tra Cina e Usa. Il presidente Xi ha detto che dobbiamo lavorare insieme per superare questa crisi, che la soluzione può essere trovata solo con la cooperazione e che l’accordo di Parigi è il nostro futuro. Invito i nostri Paesi a lavorare insieme per trasformare gli impegni di Parigi in azione“.

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