Clima, i Paesi Ue si preparano a dichiarare il cambiamento climatico una ‘minaccia essenziale’

Clima. Sarà durante il Vertice del 20 e 21 giugno che i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea dichiareranno il cambiamento climatico una “minaccia essenziale”.

I Paesi membri, s’impegneranno poi a trasformare le loro economie  e società per realizzare la “neutralità climatica”.

A stabilirlo, è la nuova bozza dell’Agenda Strategica dell’Ue per la prossima legislatura, che dovrebbe essere adottata nel prossimo vertice Ue.

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“Nel momento in cui gli effetti del cambiamento climatico diventano più visibili e pervasivi, abbiamo urgentemente bisogno di accelerare la nostra azione per gestire questa minaccia esistenziale  – si legge nel documento – l’Ue può e deve essere d’esempio, avviando una trasformazione profonda della sua economia e società per realizzare la neutralità climatica”.

Secondo i leader, questa trasformazione dovrà essere condotta “in un modo che tenga conto delle circostanze nazionali e sia socialmente giusto”.

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All’interno del capitolo “Costruire un’Europa climaticamente neutrale, verde, giusta e sociale” dell’Agenda Strategica vengono indicati tutti gli impegni in campo ambientale che saranno messi in campo.

Tra questi troviamo:

  • Il miglioramento della qualità dell’aria e delle acque
  • La promozione di un’agricoltura sostenibile
  • La lotta contro la perdità di biodiversità

Durante la due giorni, i leader Ue dovrebbero riconoscere che “il cambiamento verso un futuro più verde, giusto e più inclusivo comporta costi e sfide di breve periodo” e si impegneranno a “aiutare comunità e individui a adattarsi al nuovo mondo”.

Secondo la bozza dell’Agenda strategica 2019-2024, le disuguaglianze, in particolare tra i giovani, costituiscono “un rischio politico, sociale e economico maggiore”.

Altro capitolo rilevante della bozza dell’Agenda Strategica dell’Ue, è quello che riguarda l’immigrazione.

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I capi di Stato e di governo dell’Unione europea potrebbero impegnarsi a “tenere conto” dei migranti che sbarcano in Italia dopo le operazioni di ricerca e soccorso in mare nell’ambito della riforma delle regole di Dublino.

“Un consenso – si legge nel testo – deve essere trovato sulla regolamentazione di Dublino per riformarla sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone
sbarcate a seguito di operazione di Ricerca e Soccorso”.

Nel capitolo dedicato alla sicurezza e all’immigrazione intitolato “Proteggere i cittadini e le libertà“, si legge che “l’Ue deve essere un luogo in cui le persone si sentono libere e al sicuro. Dobbiamo sapere e essere quelli che decidono chi entra nell’Ue. Il controllo effettivo delle frontiere esterne è un prerequisito assoluto per garantire la sicurezza, far rispettare la legge e l’ordine e assicurare il funzionamento corretto delle politiche Ue”.

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