Una ricerca portata avanti dall’Università di Copenaghen ha legato l’aumento delle temperature alla forza distruttiva degli uragani. Il risultato è che a causa dei cambiamenti climatici, la violenza degli uragani è aumentata del 330%.

Gli uragani più forti e distruttivi sono tre volte più frequenti rispetto ad un secolo fa, secondo i ricercatori dell’Università di Copenaghen. Nel passato sono stati fatti dei tentativi per misurare l’impatto del cambiamento climatico sulla forza degli uragani, ma spesso i risultati sono stati contrastanti. Secondo il nuovo studio, l’aumento dei danni causati da questi grandi cicloni è legato al riscaldamento globale.

Gli uragani, o cicloni tropicali, sono tra gli eventi naturali più distruttivi. I danni causati dall’uragano Katrina nel 2005 sono stati di 125 miliardi, l’1% del Pil statunitense. Ricerche precedentemente condotte hanno sempre legato l’aumento dei danni al benessere dell’area coinvolta. Tuttavia, un nuovo studio ha completamente stravolto questi dati.

 

Gli scienziati hanno iniziato a calcolare la potenza degli uragani guardando solo la grandezza dell’area colpita, tralasciando i danni economici prodotti.  La chiamano “area di distruzione totale” ed è stata calcolata basandosi sui database delle compagnie assicurative e prendendo in analisi i 247 uragani che hanno colpito gli Stati Uniti d’America dal 1900.

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Una delle grandi domande che gli scienziati si sono posti è come mettere a contrasto le tempeste di aree differenti. L’aumento dei danni causati negli ultimi cento anni dipende dal fatto che più persone abitano in zone colpite da uragani? Ad esempio, i ricercatori hanno esaminato l’uragano Irma che ha colpito la Florida nel 2017. Circa 1.1 milioni di persone vivevano nei 10000 km2 colpiti dalla tempesta.

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Con una ricchezza pro-capite di circa 194,000$ gli scienziati hanno concluso che la ricchezza totale dell’area era di circa 215 miliardi di dollari. Considerando i 50 miliardi di danni causati dall’uragano, questo rappresentava circa il 23% del benessere della regione. Prendendo in considerazione il 23% dei 10,000 km2 si ottengono 2,300 km2. Lavorando allo stesso modo per gli eventi dell’ultimo secolo, i ricercatori sono stati in grado di fare più paragoni in termini di dati nei decenni.

Il 10% dei più potenti, quelli con un’area di devastazione di più di 1.207 km2, sono aumentati del 330% secondo uno studio di Monday’ Proceedings of the National Academy of Sciences. Otto dei venti uragani con una grande distruzione sono avvenuti negli ultimi 16 anni. Due spiccano tra tutti: l’uragano Harvey del 2017, con un’area di distruzione di 11,835 km2 e l’uragano Katrina di 7,621 km2. La media è di 411 km2, che indica che l’impronta lasciata era di 30 volte più larga della media.

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Gli scienziati climatici hanno mostrato che le alte temperature nell’oceano e nell’atmosfera sono il risultato dell’utilizzo di carbone e altri combustibili e stanno creando le condizioni più estreme di vento e temperature.

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Gli scienziati coinvolti credono che il nuovo metodo sia solido e fornisca un’accurata immagine di cosa sta accadendo con le peggiori tempeste. “Il nuovo metodo di osservazione delle frequenze è molto solido” – secondo Aslak Grinsted dell’università di CopenaghenSono i più distruttivi quelli che stanno aumentando. Questo è esattamente quello che ti aspetteresti dal cambiamento climatico. L’aumento delle frequenze non è solo nel mio dataset ma in quello di molti altri“.

“Il loro risultato è coerente con i cambiamenti attesi nella proporzione degli uragani più forti e coerente con l’aumento delle frequenze delle tempeste negli USA”, secondo Jim Kossin del National Onceanic and Atmospheric Administration, che non ha fatto parte del team di ricerca.

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