Circo senza animali, in attesa di un divieto effettivo ecco le iniziative di alcune compagnie italiane

Nessun animale, solo esibizioni artistiche umane con musica dal vivo, teatro danza e acrobatica.  Il circo senza animali è già una realtà, come il Cirque du Soleil o il circo virtuale con ologrammi, il Circo Contemporaneo. Nonostante in Italia la situazione sia ferma, alcune compagnie circensi si sono già date da fare. Animalisti e associazioni chiedono di agire ora per evitare tragedie come, per ultima, quella del domatore Weber ucciso dalle sue stesse tigri.


Sono oltre 50 i Paesi (28 Stati dell’Unione Europea) che hanno già introdotto legislazioni (totali o parziali) per circhi senza animali. Ma nel belpaese la situazione è ferma.

Circo, niente più animali nel Regno Unito. E in Italia?

“La legge esiste ma il governo precedente non ha provveduto a fare i decreti attuativi, ovvero quegli strumenti normativi che permettono a quella legge di diventare operativa” – ha spiegato il Q ministro delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, che aveva annunciato, alla fine dello scorso di anno, di essere al lavoro per realizzare nei primi mesi del 2019 il Decreto attuativo della Legge del 2017 sullo spettacolo.

Ancora oggi, nessun divieto effettivo è arrivato. Proprio in Italia, a Triggiano (Bari) nel Circo di Marina Orfei, un domatore di 62 anni, Ettore Weber,  considerato tra i migliori nel suo campo, è stato aggredito e ucciso da una delle sue stesse tigri.

Circo Orfei, uno dei più noti domatori italiani è stato ucciso da una tigre

L’incidente ha riaperto il dibattito sui circhi con animali. I circhi itineranti in Italia e all’estero, trasportano per migliaia di chilometri animali in gabbie e camion e forzandoli ad esibirsi e fare spettacoli per sopravvivere in condizioni che non hanno nulla in comune con le loro esigenze etologiche. I circhi a volte cambiano nome e insegne, o si raggruppano tra loro, spesso possono affittare animali da altri circhi o spettacoli. I controlli e la tracciabilità sono quindi particolarmente difficili.

Ma il circo senza animali  è già una realtà come il Cirque du Soleil o il tedesco ‘Roncalli Circus’, fondato nel 1976 che ha detto basta all’intrattenimento anacronistico e sadico con gli animali. Da oltre un anno, nei suoi spettacoli, scenografici ologrammi prendono forma grazie ad 11 proiettori posizionati nel tendone.

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Già da tempo, il Roncalli Circus aveva limitato l’uso di animali a cavalli e pony, poi, lo scorso anno, la svolta.

Grazie a questi ologrammi realistici, si può assistere ad uno spettacolo travolgente dove elefanti enormi sembrano voler sfondare il tendone o cavalli fatati corrono a pochi centimetri dagli spettatori e pesci giganti nuotano nell’aria.

Altre compagnie italiane hanno dato vita a circhi dove le uniche esibizioni artistiche sono umane.

E’ il caso del circo Paniko, formato da una compagnia di performer non discendenti da famiglie circensi. La compagnia è nata nel 2009 ed è in tour con “Panikommedia” ispirata a Dante Alighieri. “L’entrata è ad offerta libera e consapevole – spiegano gli artisti – una formula per permettere a tutti di poter accedere alla tenda e partecipare alla festa: Il valore del nostro lavoro lo decide il pubblico”.

In Veneto è partita la tournée dell’iniziativa progettuale “Circo vegano – Il circo contemporaneo senza animali”.  “La Regione Veneto ha appena approvato la nuova legge per la cultura. Questo è un risultato importantissimo per un territorio come il nostro – dichiara Cristiano Corazzari, assessore alla cultura e spettacolo della Regione del Veneto – che inventa senza soluzione di continuità sempre nuovi modi per far incontrare il pubblico con gli artisti. Uno di questi progetti innovativi è il ‘circo vegano’. Un’iniziativa proposta da Arteven, una delle nostre eccellenze che rende dinamica la vita culturale del territorio regionale”.

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Secondo dati Eurispes, il 71,4% degli italiani è contrario all’uso di animali nei circhi. Inoltre, lo rileva il Rapporto (2017) dell’Istituto di Ricerca CENSIS commissionato da LAV, i circhi con gli animali in Italia sono in crisi economica.

La  Federazione Veterinari Europei (FVE) e la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) si sono già espresse affermando che gli animali, in particolare i mammiferi esotici, non possano essere detenuti per scopi ludici dell’uomo, evidenziando le necessità etologiche degli animali e i fattori di stress (es. luci, rumori, gabbie, comportamenti innaturali e spesso opposti alle caratteristiche della specie, convivenza forzata di specie diverse come preda e predatore) connessi a tali attività.

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Gli animalisti in Italia continuano a farsi sentire e a chiedere interventi e azioni concrete.

Nella petizione della LavPer un circo senza animali si legge: “Ogni anno lo Stato finanzia con più di 3 milioni di euro lo spettacolo con animali contribuendo alla loro sofferenza. Il 24 settembre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato, con parere favorevole del Governo, l’Ordine del giorno G9.205 che impegna lo stesso a realizzare “nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi, a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo ad esercenti attività circense e spettacolo viaggiante con animali fino a pervenire al completo azzeramento dei contributi ell’esercizio finanziario 2018” e tale impegno non è stato ancora attuato”.

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