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Circo, niente più animali nel Regno Unito. E in Italia?

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Circo. Il Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali (DEFRA) ha definitivamente deciso che dal prossimo anno nel Regno unito, non ci saranno più a spettacoli con animali. Oggi sono quasi 50 i Paesi che hanno realizzato questa riforma nel campo dello spettacolo.  E in Italia?

A partire dal 2020, niente più animali selvatici nei circhi itineranti del Regno Unito che si aggiunge agli altri 50 Paesi (28 Stati dell’Unione Europea) che hanno già introdotto legislazioni (totali o parziali) per circhi senza animali.

Anche se per il momento si tratta di una regola estesa solo agli animali selvatici, si tratta di una piccola vittoria per una battaglia portata avanti da anni da tanti gruppi animalisti, tra questi l’Animal Defenders International: “Siamo lieti che un divieto sia finalmente imminente. I circhi non sono in grado di soddisfare le esigenze degli animali in piccole strutture mobili e la nostra organizzazione ha ripetutamente documentato sofferenze e abusi”, Jan Creamer, presidente dell’Adi.

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La decisione sarebbero legata alla denuncia in merito alle condizioni in cui vivono gli animali nei circhi: tenuti in piccole gabbie e sottoposti a duri addestramenti e maltrattamenti. Accanto agli animalisti, anche l’opinione pubblica si schiera a tutela dei diritti degli animali, privati della loro libertà nel loro habitat naturale.

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In Italia la situazione al momento non è cambiata: “La legge esiste ma il governo precedente non ha provveduto a fare i decreti attuativi, ovvero quegli strumenti normativi che permettono a quella legge di diventare operativa”. Queste le parole del ministro delle Attività Culturali Alberto Bonisoli che aveva annunciato, alla fine dello scorso di anno, di essere al lavoro per realizzare nei primi mesi del 2019 il Decreto attuativo della Legge del 2017 sullo spettacolo. Ma ancora oggi nessun divieto effettivo è arrivato, mentre in tanti altri paesi il circo senza animali è una ormai una realtà, come ,ad esempio, il famoso Cirque du Soleil.

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Secondo il Rapporto 2017 dell’Istituto di Ricerca CENSIS commissionato dalla LAV, i circhi con gli animali in Italia sono in grave crisi economica e la riconversione di questo settore è urgente per poter dare un futuro occupazionale diverso e senza animali ad un settore destinato alla scomparsa. Nel nostro paese non esiste un Registro Nazionale pubblico che evidenzi quanti animali sono detenuti nei circhi, in quali circhi e quanti circhi siano registrati sul territorio nazionale.

La LAV ha stimato, tramite un monitoraggio sul territorio, che attualmente ci sono circa 2000 animali detenuti in poco più di 100 circhi, rilevando oltre che i circhi italiani detengono un numero elevatissimo di animali provenienti da specie in via di estinzione quali elefanti, tigri e leoni, ippopotami, rinoceronti e altri.

I circhi itineranti in Italia e all’estero, trasportano per migliaia di chilometri animali in gabbie e camion e forzandoli ad esibirsi e fare spettacoli per sopravvivere in condizioni che non hanno nulla in comune con le loro esigenze etologiche. I circhi a volte cambiano nome e insegne, o si raggruppano tra loro, spesso possono affittare animali da altri circhi o spettacoli. I controlli e la tracciabilità sono quindi particolarmente difficili.

Gli animalisti in Italia continuano a farsi sentire e a chiedere interventi e azioni concrete. L’Associazione M.E.T.A. Ancona (Movimento etico tutela animali e ambiente), ha espresso il suo totale dissenso riguardo alla decisione dell’Amministrazione Comunale di Senigallia di concedere l’attendamento nel suddetto comune al circo con animali.

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Questi contesti circensi sono lontanissimi dall’incentivare la conoscenza della realtà animale, ma anzi sono veicolo di una diseducazione al rispetto degli gli esseri viventi. Secondo molti psicologi, infatti, la frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati e sfruttati animali, ha conseguenze sul piano pedagogico, formativo e psicologico.  A causa di questi spettacoli gli animali vengono privati della loro libertà, della possibilità di contribuire al perfetto equilibrio naturale nel luogo in cui la natura li aveva destinati a vivere e impossibilitati a seguire il proprio istinto.

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