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Animali, anche Parigi impone il divieto di esibizione nei circhi

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Mentre a livello nazionale il governo francese non ha imposto nessun divieto per l’esibizione di animali nei circhi, le varie città stanno prendendo dei provvedimenti per contrastare questa pratica brutale. Parigi è solo l’ultima delle città che imporrà un divieto per il 2020.

Il consiglio comunale di Parigi ha revocato i permessi per il 2020 per tutti i circhi che vogliono operare nella capitale francese esibendo animali esotici. “Una decisione che coincide con la volontà di tutti i francesi”, ha commentato Penelope Komites, assessore comunale responsabile per la natura di Parigi, chiedendo che il governo nazionale segua la loro proposta.

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Secondo i sondaggi, la maggioranza dei francesi è contro l’utilizzo di animali per gli spettacoli e già decine di città e paesi in Francia hanno posto il divieto di circhi con animali selvaggi. Ma ancora non esiste un divieto nazionale e il paese ha decine di spettacoli con centinaia di animali selvaggi, 500 secondo One Voice, gruppo di attivisti anti-circo, e più del doppio secondo PETA France.

Non ci sono delle statistiche esatte. La maggior parte degli animali sono leoni ma anche tigri, elefanti, ippopotami, babbuini, macachi, serpenti, pappagalli, cammelli, orsi e perfino zebre. “Il numero di animali è sceso drasticamente grazie all’opinione pubblica – ha commentato il presidente di One Voice, Muriel Arnal – ma centinaia vivono ancora nelle piccole gabbie e nei camion. Non hanno dove nascondersi, sono in condizioni di stress, non hanno mai pace”.

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La decisione è stata rivalutata questa settimana dopo la morte di un orso chiamato Mischa in un rifugio nell’area sudovest di Parigi, due mesi dopo che era stata liberata dai proprietari che l’avevano sottoposta ad anni di maltrattamento. Mischa era tenuta in condizioni orribili con altri due orsi e veniva fatta esibire nelle fiere e nei ristoranti.

Due anni fa, una tigre chiamata Mevy è fuggita dalla sua gabbia nelle strade di Parigi, dove è stata uccisa in nome della pubblica sicurezza. Anche gli elefanti e i cammelli sono fuggiti in passato.

Nell’Europa occidentale, dodici paesi hanno imposto un divieto per gli animali selvaggi nel circo e altri undici hanno un divieto parziale su alcune specie, secondo una mappa tracciata da One Voice. Quattro paesi europei, inclusa la Francia hanno solo divieti in alcune città mentre due, Lituania e Lussemburgo, non ne hanno nessuno. In tutto il mondo, quaranta paesi hanno un divieto o alcune restrizioni.

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Il governo francese ad aprile ha lanciato un gruppo di lavoro per investigare sullo stato di salute degli animali nei circhi, zoo e acquari. Nel maggio del 2017, il governo francese ha imposto il divieto di allevamento in cattività per delfini e orche assassine. Qualche giorno fa il ministro dell’Ambiente, Elisabeth Borne, ha promesso giungeranno nuovi provvedimenti.

Intanto Parigi e altri 65 consigli comunali francesi hanno fatto la loro mossa per porre fine alla pratica. Secondo il nuovo divieto, ogni circo che decide di non usare più gli animali può ottenere 50,000 euro in tre anni per adattarsi al cambiamento. “E’ questione di tempo!” ha commentato Amandine Sanvisens, presidente del gruppo animalista Paris Animaux Zoopolis.

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PETA ha gradito la mossa, che invia un messaggio chiaro al governo francese: “è tempo di imporre un divieto di animali nei circhi a livello nazionale”. Secondo Arnal la vita degli animali nel circo “è una vita che non è degna di essere vissuta”.

“Molti non vengono nutriti fin quando non si esibiscono, poi vengono picchiati. Non puoi obbligare una tigre a saltare nel fuoco a meno che non abbia da temere qualcosa di più spaventoso del fuoco”. Un sondaggio di Opinion Way del mese scorso ha scoperto che i due terzi dei francesi sono contrari all’utilizzo di animali nel circo e che solo il 10% ha preso parte ad uno spettacolo negli ultimi anni.

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Ma i proprietari non sono d’accordo. Secondo William Kerwich di Cirque Royal, gli animali nel circo sono una tradizione e i politici si stanno muovendo solo ora per ottenere voti alle prossime elezioni.               

Secondo Komites, le nuove misure non possono entrare in azione per due delle compagnie circensi più grandi di Parigi, Bouglione e Gruss, che si sono rifiutate di firmare. Il gruppo Bouglione possiede il terreno dove ospita il Cirque d’Hiver, a differenza degli altri che utilizzano il suolo pubblico. Il gruppo Gruss, invece, non avendo nessun terreno privato su cui esibirsi, non potrà che arrendersi se vorrà rinnovare la licenza.

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