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Roberto Cingolani: “la transizione ecologica è un bagno sangue”

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Per il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, “la transizione ecologica è un bagno sangue”. Un frase che non solo ha scatenato diverse polemiche, ma che il garante del M5S, Beppe Grillo avrebbe ripreso e usato proprio nei confronti del Ministro.

Durante la riunione dei deputati M5s a Montecitorio, lo scorso il 24 giugno, Beppe Grillo avrebbe detto: “Cingolani se continua così è un bagno di sangue”. 

In un’intervista al quotidiano La Stampa, il Ministro ha spiegato che tra i due ci sarebbe stato un chiarimento e che la frase non era rivolta al suo operato.

“Lui mi ha detto di aver fatto un discorso ampio e complesso. Voglio chiarire – ha detto Cingolani – la frase ‘la transizione ecologica è un bagno di sangue’ gliel’ho detta io a suo tempo, e lui l’ha ripetuta. La frase ha un’accezione specifica, la transizione ecologica è complicatissima da fare, quando dicevo che è un bagno di sangue è perché ha dei costi“. 

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Chiarimento a parte, Grillo si aspettava di più dal nuovo ministero.

“Io sono un tecnico scelto dal presidente del consiglio – replica – Le critiche sono utili, sicuramente avrò fatto scelte non andate in una certa direzione e altre all’opposto. Non ho un partito alle spalle, sto cercando di interpretare il mio servizio in modo che sia utile al Paese. La politica dà delle priorità, io cerco di assecondarle tutte”.

“Il progetto – evidenzia Cingolani – è quello di arrivare a un continente a impatto zero sull’ambiente entro il 2050“.

Quanto alla Transizione Ecologica, per il Ministro, “il problema non è solo se noi raggiungiamo l’obiettivo della transizione energetica e ambientale. Il problema è se ci riusciamo tutti insieme. Noi siamo solo una parte dell’Europa e l’intera Europa emette solo il 9 per cento della CO2 del mondo. Il resto dell’inquinamento viene da altri paesi e altri continenti. Se non riusciremo a convincerli, a impegnarsi anche loro, anche i nostri obiettivi saranno a rischio. Noi comunque dobbiamo impegnarci a fare fino in fondo la nostra parte”. 

“Per cambiare il nostro sistema e ridurre il suo impatto ambientale bisogna fare cambiamenti radicali che hanno un prezzo. Di conseguenza – ha spiegato ancora Cingolani – dovremo far pagare molto la C02 con conseguenze, ad esempio sulla bolletta elettrica”.

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Il tempo è davvero poco e questo “la riuscita del progetto dipende da come spenderemo i fondi nei prossimi sei anni – spiega il Ministro – se li spenderemo bene avremo la possibilità di centrare l’obiettivo. Se li spenderemo male o non li spenderemo perderemo la competizione con gli altri paesi. I prossimi sei anni sono come il primo stadio di un razzo. Se lavora bene il razzo raggiungerà la Luna. Se lavora male il razzo finirà fuori orbita”.

Il primo obiettivo da raggiungere è quello della mobilità sostenibile che prevede un cambio di infrastrutture e di sistemi produttivi molto significativo.

Per il Ministro non si tratta solo di aggiungere 29mila colonnine per le auto elettriche a quelle attualmente esistenti, ma “dobbiamo diventare autosufficienti dal punto di vista della produzione delle batterie”.

“Dobbiamo avere il coraggio di accettare alcuni cambiamenti come necessari – prosegue Cingolani – sulle grandi distanze uno dei maggiori problemi è stato avere troppa mobilità su ruota, anche per il traffico merci, quindi un utilizzo intelligente del traffico su ferro è una parte importante della soluzione. Gli investimenti sull’alta velocità sono importanti per questo”.

Ed è proprio per questo che il Ministro per la Transizione Ecologica andrà “volentieri” a visitare il cantiere della Tav.

C’è poi il tema dell’acciaio e dell’ex Ilva: “Quello della transizione delle acciaierie è un problema molto urgente. Pensiamo di passare dalle fornaci a carbone a una fornace alimentata a gas, quindi con dei forni elettrici e già questo abbatte la CO2 del 30%”.

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