Il ministro della Transizione ecologica ascoltato per due ore dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi.

Dietro gli aumenti del gas e dei carburanti ci sarebbero speculazioni di banche d’affari e intermediari finanziari sul mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale. È quanto, secondo il Messaggero, avrebbe riferito ieri Roberto Cingolani, ascoltato per due ore a Roma dal procuratore capo, Francesco Lo Voi. Il ministro della Transizione ecologica ha fornito diversi dettagli dopo che aveva parlato di “una colossale truffa“, dichiarazioni che avevano portato all’apertura di un fascicolo per manovre speculative sulle merci.

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La speculazione, in particolare, avrebbe riguardato il mercato olandese, il Ttf (Title transfer facility) e l’italiano Psv (Punto di scambio virtuale). Roberto Cingolani ha spiegato che il nodo riguarda i contratti finanziari che puntano sulle previsioni di crescita del prezzo, alimentando le scommesse al rialzo. A inizio marzo, su 218 soggetti finanziari esposti sul gas trattato al Ttf, ben 164 erano hedge fund e banche d’affari (tra cui Goldman Sachs e Morgan Stanley). In questo modo, all’inizio della guerra in Ucraina, si è registrata un’impennata dei prezzi del gas nonostante non ci fosse stata alcuna modifica alle transazioni reali con la Russia. E già all’inizio di febbraio, la Shell aveva segnalato un’ondata anomala di presenze di hedge fund e altri intermediari nei mercati europei del gas, che avrebbero contribuito all’aumento dei prezzi. Quell’avvertimento, però, non era stato ascoltato.

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Intanto, ieri in Senato è arrivata l’audizione del comandante generale della Guardia di finanza, Giuseppe Zafarana. Nella relazione, sono state illustrate anche le verifiche sull’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti: ci sarebbero società che vendono sul mercato milioni di litri di carburante, interponendo società fittizie per evadere l’Iva e far aumentare i prezzi. Per questo la Gdf ha avviato controlli sulle comunicazioni relative al prezzo medio di acquisto, produzione e vendita dell’energia elettrica, del gas e del petrolio. Da un lato, i prodotti vengono importati evadendo Iva e accise, dall’altro vengono immessi in consumo a prezzi elevati. E anche il Garante per la concorrenza ha chiesto chiarimenti alle principali compagnie petrolifere sugli aumenti di prezzo.

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