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Il ministro della transizione ecologica ha chiesto all’Unione europea di estendere i periodi in cui in Italia è possibile cacciare. Una richiesta che – secondo animalisti ed ecologisti – è contro gli interessi della natura

Ambientalisti e animalisti italiani sono sul piede di guerra contro il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani reo – a loro dire – di aver chiesto all’Europa l’ampliamento dei periodi di caccia in Italia.

La richiesta, in effetti, c’è stata anche se nello specifico il capo del ministero ambientale italiano non ha chiesto l’ampliamento del periodo di caccia tout court ma qualcosa che potrebbe avere come conseguenza proprio un più lungo periodo di attività venatoria.

La nota inviata da Cingolani al Commissario europeo per l’Ambiente, il lituano Virginijus Sinkevičius, riguarda la revisione dell’individuazione delle date di inizio migrazione e inizio del periodo di riproduzione degli uccelli selvatici che vivono in Europa.

Poiché nel Vecchio Continente vige la regola secondo cui è vietato cacciare gli uccelli durante la fase di migrazione prenuziale e durante i periodi in cui è possibile confondere questi uccelli con specie simili, l’eventuale accettazione da parte della Commissione europea della richiesta di Cingolani comporterebbe un’ampliamento del periodo di caccia.

Caccia, la rabbia di animalisti e Verdi contro Cingolani

Non l’hanno presa bene gli animalisti italiani che in una nota hanno denunciato il comportamento di Cingolani.

Nella lettera congiunta di Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia si legge che, relativamente al processo di individuazione delle date di riproduzione e migrazione degli uccelli, “dopo un lungo lavoro scientifico e istituzionale condotto a Bruxelles, durato tre anni con la partecipazione attiva dell’Italia, di Ispra e dello stesso ministero della Transizione ecologica, che ha portato a definire i documenti scientifici, il ministro Cingolani ha sostanzialmente chiesto all’Europa di disconoscere tale processo, appena concluso, e di rivalutare i dati, accogliendo le pressioni dei cacciatori volte semplicemente ad estendere i periodi di caccia”.

“Scriveremo immediatamente al Commissario Sinkevičius evidenziando ancora una volta la grave incoerenza istituzionale italiana, che sul tema già più volte si è palesata in passato ponendo l’Europa in imbarazzo, e chiedendo di respingere queste richieste improprie al mittente. Cioè, rimandarle indietro al ministro della Transizione ecologica, che ormai appare, a tutti gli effetti, un vero e proprio ministro della Caccia”, concludono le associazioni.

Ad attaccare il Ministro Cingolani anche Europa Verde. “Ancora una volta Cingolani si conferma del tutto inadeguato a ricoprire il suo ruolo, manifestando una totale subordinazione non solo alle lobby del gas e dell’energia, ma anche a quelle della caccia. Una volta di più ribadiamo la necessità delle sue immediate dimissioni”, ha scritto in una nota la co-portavoce nazionale di Europa Verde Eleonora Evi.

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