Di imporre un tetto al prezzo del gas per combattere la crisi energetica si parla da tempo. Ma cos’è esattamente il price cap e come funziona? 

Il price cap? Si farà. Parola di Roberto Cingolani che in un’intervista a Sky Tg24 ha assicurato che la proposta per il tetto al prezzo del gas arriverà entro e non oltre il 30 settembre. Ma cos’è esattamente il price cap e come funziona?

Il price cap è un meccanismo di regolazione dei prezzi che impone un tetto massimo oltre il quale il mercato non può andare. È stato introdotto per la prima volta nel Regno Unito negli anni Ottanta ma oggi se ne parla relativamente al costo del gas che sui mercati internazionali continua a essere alto.

Price cap, cos’è e come funziona

Per capire esattamente come funziona il meccanismo denominato price cap bisogna comprendere il funzionamento del mercato del gas. Al momento questo mercato non funziona come dovrebbe. Ne è prova la crescita dei prezzi: dai 27 euro a megawattora di un anno fa ai circa 90 euro della primavera 2022 fino agli oltre 330 euro delle scorse settimane.

Colpa delle tensioni tra Europa e Russia: il colosso del gas Gazprom, controllato dal Cremlino, ha prima ridotto i flussi, poi chiuso (ufficialmente per manutenzione) il gasdotto Nord Stream 1 e continua a non garantire un approvvigionamento costante di metano.

Tutto questo, quindi, ha delle ripercussioni sulla formazione del prezzo del gas che avviene sul mercato TTF (Title Transfer Facility) di Amsterdam. Si tratta di un mercato virtuale all’ingrosso in cui si incrocia la domanda e l’offerta di futures. Si tratta di contratti che danno il diritto di acquistare gas in un certo periodo di tempo.

È da questa compravendita – ormai lontana dalle logiche del libero mercato – che si forma il prezzo del metano. È qui, dunque, che dovrebbe intervenire l’Unione europea fissando un prezzo massimo per l’acquisto di gas imponendo il cosiddetto price cap.

La Commissione europea sta lavorando a un meccanismo per imporre agli operatori europei di non comprare gas oltre una certa soglia di prezzo. Non potendo fare il buono e cattivo tempo e avendo comunque necessità di vendere gas all’Europa, la Russia sarebbe costretta a vendere metano al prezzo indicato dal tetto imposto.

Sono ancora tante, però, le incognite. Intanto, bisogna capire se il price cap varrà soltanto per il metano proveniente dalla Russia o sarà applicato a tutti gli operatori. In secondo luogo non è ancora chiaro a che livello di prezzo sarà imposto il tetto. Si parla di 90 euro a megawatt ora ma potrebbe salire fino a 100.

Verso l’approvazione del Price Cap in Europa

Nell’intervista rilasciata ieri a Sky Tg24, il ministro Cingolani ha spiegato che prima dell’incontro della scorsa settimana tra i ministeri europei dell’ambiente “avevamo serie difficoltà a far passare il concetto di price cap, cioè di tetto generalizzato al prezzo del gas. Dopo la riunione dei 27, una riunione molto complessa, la grande maggioranza degli stati membri ha riconosciuto l’importanza di avere un price cap e, per la prima volta, c’è un documento scritto che dà mandato alla Commissione di elaborare una proposta di price cap”. 

Il ministro Cingolani, poi, ha fissato anche le tempistiche: “Entro il 30 settembre la proposta deve esser pronta perché in quella data è convocato un altro Consiglio Energia”. 

Che tipo di proposta, come abbiamo visto, non è ancora dato saperlo. Le opzioni sul piatto sono diverse e alcune potrebbero trovare l’opposizione di certi stati membri che dall’innalzamento dei prezzi del metano sul mercato ci stanno guadagnando. I Paesi Bassi in primis, dove avviene la contrattazione.

L’Olanda, infatti, tra il primo e il secondo trimestre del 2022 ha visto il suo surplus raddoppiato oltre ogni previsione grazie alla crisi energetica. Il governo guidato da Mark Rutte si è opposto fermamente in Europa all’idea di trovare una soluzione che preveda l’introduzione del price cap ma pare che, dati i pericoli di crollo del sistema, alla fine il governo olandese ha ceduto.

Non resta altro da fare, dunque, che aspettare che i governi dei 27 stati membri dell’Unione si mettano d’accordo sulla proposta alla quale i tecnici della Commissione europea stanno lavorando. A Bruxelles, intanto, si lavora anche all’introduzione di un altro meccanismo che mira a scindere il mercato del gas da quello dell’elettricità. A parlarne è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione. Ne ha parlato come di una soluzione necessaria per aiutare famiglie e imprese del Vecchio Continente e spingere al ribasso le bollette dell’energia. Ma soprattutto sarebbe un modo per premiare chi ha scelto di consumare energia pulita proveniente da fonti rinnovabili che oggi si trova a dover pagare tanto quanto chi continua a fare affidamento sulle fonti fossili.

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