Un grattacielo in grado di ospitare uffici e attività commerciali, ma anche un gigantesco orto. È il progetto tutto italiano che prenderà vita a Shenzhen, nel Sud della Cina.

Un grattacielo in grado di ospitare uffici e attività commerciali, ma anche un gigantesco orto. È il progetto tutto italiano che prenderà vita a Shenzhen, metropoli di grande importanza commerciale nel Sud della Cina. A progettare la Jian Mu Tower, che sarà alta 51 piani per un’altezza totale di 218 metri, è l’archistar torinese Carlo Ratti. All’interno della facciata esterna (in vetro e di 10mila metri quadri), sarà infatti installato un orto con la tecnica della coltivazione idroponica: si stima una capacità di produzione di almeno 270 tonnellate all’anno.

Il resto del grattacielo, con una superficie totale di quasi un chilometro quadrato, ospiterà invece uffici e attività commerciali, tra cui un supermercato del colosso cinese Wumart, ma anche giardini e ristoranti. La vera innovazione riguarda comunque il grande spazio riservato alla coltivazione idroponica, che utilizza un vapore acqueo molto ricco di nutrienti al posto della terra e permette di far crescere le piante in alcuni speciali tubi verticali. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’azienda italiana ZERO, specializzata nell’idrocoltura.

 

A gestire l’orto idroponico sarà un agronomo specializzato nell’intelligenza artificiale, che monitorerà costantemente con un apposito software le condizioni delle varie coltivazioni. Il grattacielo ospiterà anche i nuovi uffici di Wumart ed il suo nome è ispirato alla tradizione cinese: Jian Mu è infatti il nome di un mitologico albero che separerebbe la Terra dal Paradiso.

Carlo Ratti, a Dezeen, ha spiegato: “La fattoria verticale idroponica abbraccia ‘in toto’ il concetto di agricoltura a chilometro zero, perché il raccolto sarà poi venduto e consumato nello stesso posto, senza dispendio di energie per la distribuzione. Il nostro è un progetto molto ambizioso, perché se è vero che le fattorie urbane su piccola scala sono ormai diffuse ovunque, noi proviamo a portarle ad un livello superiore“.

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