Animali

Cina, fondi agli allevatori per chiudere gli allevamenti di animali esotici

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Due province cinesi hanno proposto di acquistare gli animali esotici degli allevamenti per porre fine alla pratica del commercio illegale, ritenuto responsabile per la diffusione del coronavirus.

La Cina vuole offrire agli allevatori di animali esotici una somma di denaro per spostare la propria produzione verso altri prodotti come parte del tentativo di porre fine al commercio della fauna illegale, da molti ritenuto come responsabile per la pandemia del coronavirus. Secondo le organizzazioni dei diritti degli animali le autorità hanno proposto come soluzione di acquistare direttamente gli animali.

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La Cina ha recentemente vietato la pratica della vendita di animali selvatici per il consumo alimentare, menzionando i potenziali rischi dovuti alla trasmissione di malattie dagli animali all’uomo. Tuttavia, il commercio rimane ancora legale per motivi che includono la ricerca scientifica e la medicina tradizionale. Due province centrali, Hunan e Jiangxi, hanno svelato i piani di acquisto per aiutare gli agricoltori a spostarsi verso produzioni differenti. La provincia di Hunan ha messo a disposizione uno schema di compensazione per spingere gli allevatori che vivono grazie alla vendita di animali a spostarsi verso la produzione di the ed erbe mediche; le autorità hanno offerto 120 yuan, 15 euro, per ogni kg di cobra o serpente a sonagli mentre fino a 75 yuan per ogni kg di ratto del bambù. Uno zibetto, l’animale da molti ritenuto responsabile per la SARS, verrà acquistato al prezzo di 600 yuan. Anche la vicina provincia di Jiangxi ha svelato i propri piani per aiutare gli allevatori. Secondo il quotidiano di stato Jiangxi Daily nella provincia ci sono più di 2,300 allevatori con licenza che allevano animali poi destinati al consumo: il valore totale degli animali dovrebbe essere di circa 220 milioni di euro.

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Secondo Humane Society International le due provincie sono quelle in cui è maggiormente diffusa la pratica dell’allevamento di animali esotici, con Jiangxi che ha visto una rapida espansione di questa pratica nell’ultimo decennio. Nel 2018 i ricavi dell’allevamento hanno superato i 10 miliardi di yuan. Come spiegato dallo specialista di politiche cinesi Peter Li piani simili dovrebbero essere approvati in tutte le provincie. Tuttavia secondo Li nella provincia di Hunan a chiudere saranno solamente gli allevamenti i cui animali poi vengono venduti per il consumo alimentare mentre rimarranno aperti quelli destinati alla produzione di pelli, quelli per la medicina tradizionale e per lo spettacolo.

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Tuttavia il governo si sta muovendo nella giusta direzione: “Negli ultimi 20 anni molte persone hanno chiesto al governo cinese di acquistare gli allevamenti della fauna selvatica. Questa è la prima volta che il governo decide di farlo e questo crea un precedente per tutte le attività che sarebbe necessario chiudere“.

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