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Cina, allarme per una perdita in una centrale nucleare: gli Usa valutano l’allerta dalla Francia

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Cina, paura per una perdita in una centrale nucleare. L’allarme è stato inviato dalla Francia, attraverso la società EDF che ha lavorato alla realizzazione dell’impianto di Taishan, nel Sud del paese.

Allerta nucleare dalla Cina. A lanciarla è la Francia, su segnalazione di Electricité de France e di Framatome, due aziende che hanno partecipato alla realizzazione dell’impianto di Taishan, nella provincia meridionale del Guangdong (Canton). Nella centrale nucleare, infatti, si sarebbe registrato “un aumento della concentrazione di gas nobili nel circuito primario del reattore numero 1“.

 

A gestire la centrale è la joint-venture TNPJVC, a cui partecipano a 70% China General Nuclear Power Corporation (CGN) e al 30% EDF. Framatome ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Dipartimento statunitense per l’Energia, parlando di una “possibile fuga” nella centrale e di una “imminente minaccia radioattiva“. L’allarme, come spiega la stessa Framatome, sarebbe poi rientrato, ma restano dubbi e misteri.

 

La centrale nucleare di Taishan è frutto di un investimento congiunto di Cina e Francia nel settore energetico ed utilizza un reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata per le unità 1 e 2, che hanno una capacità combinata di 3,3 gigawatt e sono entrate in funzione nel 2018 e nel 2019. La Cina, attraverso CGN, ha reso noto che gli indicatori ambientali all’interno e nei dintorni dell’impianto sono normali: “L’unità 1 funziona regolarmente e l’unità 2 è stata ricollegata alla rete la scorsa settimana dopo una revisione“.

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Il messaggio di Framatome al Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti sarebbe stato inviato l’8 giugno scorso. Come riporta in esclusiva la CNN, fonti governative spiegano di essere al lavoro per valutare l’allerta e monitorare la situazione, ma sostengono che non sarebbe stato raggiunto il livello di crisi. In caso di pericolo, però, i trattati internazionali sugli incidenti nucleari obbligherebbero gli Stati Uniti a dare l’allarme internazionale.

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