CronacaTerritorio

Ciclone su India e Bangladesh: 14 persone morte e più di 2milioni evacuate

Condividi

Il ciclone Bulbul ha colpito il continente asiatico nelle ultime ore, in particolare l’India e il Bangladesh hanno riportato i danni maggiori, uccidendo almeno 14 persone. Il ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che nel paese oltre 200.000 ettari (494.200 acri) di terreni coltivati sono stati danneggiati.

Il cilcone Bulbul ha investito i due stati con raffiche di vento fino a 130 km/h: nella tempesta sono morte almeno 14 persone. Sarebbero invece oltre due milioni le persone che hanno dovuto abbandonare la loro casa per scappare dalla potenza del ciclone. Da quanto si apprende Bulbul avrebbe investito dapprima l’India nordorientale, poi si sarebbe spostato verso il Bangladesh.

India, alberi piantati per combattere la diseguaglianza di genere

Enamur Rahman, ministro del Bangladesh per la gestione delle catastrofi, ha affermato che circa 5.000 case in tutta la regione costiera del Paese sono state danneggiate e molti alberi sradicati dal ciclone. Il ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che nel paese oltre 200.000 ettari (494.200 acri) di terreni coltivati sono stati danneggiati. Più di due milioni di persone sono state evacuate in India e Bangladesh.

Inquinamento, l’India dichiara l’emergenza sanitaria: chiuse scuole ed uffici

 

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago