Falso ideologico in atto pubblico. E’ il reato contestato al sindaco Chiara Appendino e all’assessore al Bilancio Sergio Rolando, dalla procura di Torino. 

La Appendino, dopo aver ricevuto in mattinata l’avviso di garanzia, aveva deciso di recarsi spontaneamente in Procura dove è stata interrogata per circa tre ore dai magistrati torinesi.

All’uscita, la Appendino, apparsa visibilmente provata, ha dichiarato: “Non abbiamo nulla da rimproverarci. Sono serena e ho piena fiducia nella magistratura.Abbiamo spiegato tutto. E’ stata una lunga chiacchierata in cui abbiamo spiegato che abbiamo agito nell’interesse della città”.

La Appendino, difesa dall’avvocato Luigi Chiappero, è stata interrogata dai sostituti procuratori Enrica Gabetta e Marcco Gianoglio

L’indagine a si muove nel filone dell’inchiesta su Westinghouse  (l’area acquisita dal comune e dove dovrebbe sorgere il nuovo Centro Congressi), ovvero sul “debito fantasma “di 5 milioni scomparso dal bilancio 2016.  Avviso di garanzia anche per il capo di gabinetto del comune, Paolo Giordana. L’indagine della procura di Torino era partita lo scorso luglio dopo un esposto presentato dal Partito Democratico a cui era seguita anche la denuncia del Collegio dei Revisori dei conti del comune di Torino.

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