In soli due giorni hanno ricevuto la quantità di radiazioni sopportabile in un anno.

Un video, effettuato con un drone, mostra i soldati russi mentre scavano trincee nella Foresta Rossa, una delle zone più contaminate dalle radiazioni all’interno della zona di esclusione di Chernobyl. Il filmato è stato diffuso dall’Agenzia statale dell’Ucraina per la gestione delle zone di esclusione. “Non si limitavano a scavare rifugi sulla scia dell’inquinamento da radiazioni. Non si limitavano a mantenere la difesa in quella zona, erano stanziati proprio lì“, ha sottolineato un membro dell’Agenzia, Yaroslav Emelianenko.

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Il ministro dell’Ambiente ucraino ha anche sottolineato che i soldati russi hanno sequestrato la centrale nucleare ignorando le regole di sicurezza contro le radiazioni. Secondo gli esperti, passare due giorni consecutivi nella Foresta Rossa (soprannominata così per via del colore assunto dalle foglie degli alberi dopo l’incidente di Chernobyl) riceve radiazioni paragonabili alla quantità annuale di radiazioni che un essere umano può sopportare. Non ci sono notizie ufficiali sulle condizioni di salute dei militari russi passati a Chernobyl, ma è certo che decine di loro sono stati curati in Bielorussia in un centro specializzato in medicina delle radiazioni.

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La centrale nucleare di Chernobyl era stata sequestrata dai russi il primo giorno dell’aggressione, il 24 febbraio. La gestione del sito si è rivelata subito molto problematica, con interruzioni continue della corrente elettrica, necessaria per attivare i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito, ed il conseguente rischio di fughe radioattive.

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A peggiorare la situazione, i numerosi incendi originatisi nella zona a causa dei combattimenti. Le truppe russe hanno abbandonato Chernobyl solo il 31 marzo, dopo aver occupato anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Rafael Grossi, capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha auspicato che la questione delle centrali nucleari entri nei colloqui di pace.

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