Ceta e Ogm, l’apertura del ministro Bellanova va contro la transizione ecologica del Governo

Ceta. “Dobbiamo lavorare perché si arrivi alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, con l’obiettivo di dare competitività al Sistema Italia. Fin ora si è parlato molto di porti chiusi alle disperazioni ma non si è parlato molto di porti chiusi alla contraffazione che è una parte fondamentale della concorrenza sleale al Made in Italy. Inoltre anche sugli Ogm voglio aprire un confronto anche con la parte industriale. Parliamone”.

Sono le parole del neo Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, in alcune interviste.

Parole che hanno immediatamente scatenato la reazione di tutte quelle associazioni che da tempo si battono per difendere la nostra agricoltura dagli organismi geneticamente modificati e dai trattati internazionali che mettono in pericolo la nostra sicurezza alimentare.

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“Abbiamo sempre espresso la nostra criticità sui trattati di libero scambio andando in piazza insieme a Stop Ttip Italia prima contro il Ttip, poi contro la ratifica del Ceta e oggi schierandoci contro l’accordo Ue Mercosur – ha detto la portavoce della rete italiana Stop Ttip, Monica Di Sisto – i rischi per l’ambiente, il clima e i diritti sociali sono troppi, gli accordi sono impostati in modo da favorire le grandi imprese multinazionali a scapito delle piccole produzioni, esponendo agricoltori, lavoratori ed ecosistemi ad una pressione insostenibile”.

Per Di Sisto, “se il governo appena nato si pone come priorità la transizione ecologica questa dichiarazione della Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova è un primo passo nella direzione opposta. Ci preoccupano inoltre le sue aperture sugli Ogm, perché ci saremmo aspettati di sentir parlare di agroecologia”.

A replicare al neo Ministro è stato anche il presidente della Commissione Agricoltura (deputato M5S), Filippo Gallinella.

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“Caro Ministro Bellanova – ha scritto Gallinella in un post – sarebbe stato più utile in questa fase confrontarsi con i parlamentari della sua maggioranza prima di prendere posizione su temi sensibili come l’adesione al Ceta o sugli Ogm”.

“Prima di ‘aprire i porti’ alle merci provenienti in questo caso dal Canada, ma il principio vale per tutti i Paesi – si legge ancora – occorre riflettere su che tipo di politica commerciale vogliamo. Sarebbe opportuno prevedere che quello che entra in territorio UE rispetti le nostre regole, che vanno dai diritti del lavoro, ai residui fitosanitari fino al rispetto dell’ambiente. Inoltre, senza una chiara e trasparente etichettatura in UE, si verificheranno una concorrenza sleale rispetto ai nostri prodotti. Nessuno vuole bloccare il commercio, ma le regole devono essere chiare per tutti”.

“Intanto, invito a riprendere il lavoro che avevamo cominciato sull’obbligo di indicazione dello stabilimento e sull’etichettatura che attende il via libera da Bruxelles – ha concluso Gallinella – anche parlare con superficialità di Ogm non aiuta né il dibattito né la comprensione dei cittadini, che giustamente hanno forti preoccupazione”.

“Sul Ceta va aperta una profonda e seria discussione in parlamento così come per gli Ogm – rimarca in una nota il portavoce M5S della Commissione agricoltura del Senato, Patty L’Abbate – la ratifica del Ceta, il trattato internazionale che sancisce un accordo commerciale di libero scambio tra Canada e Unione Europea, danneggia pesantemente il Made in Italy e tutta la filiera nostrana. Uno dei compiti del governo che nascera’ sara’ quello di mettere un punto fermo sulla questione”.

“La Commissione Agricoltura del Senato – si legge ancora nella nota – sta portando a termine un affare assegnato per valutare le nuove tecnologie che sostituiranno gli Ogm. Su questi – annuncia – proporremo una modifica della legislazione europea in merito e che il ministro dovrà poi portare in sede di Consiglio. Il nuovo governo – conclude – ha davanti a sé un’occasione storica per dare il giusto rilievo e importanza a un settore, quello della filiera nostrana, che merita di essere tutelato e valorizzato”.

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