CETA, Monica Di Sisto: “Giravolta Fdi non nel merito”

Il punto della vicepresidente di Fairwatch sul cambiamento di opinione del partito che guida il governo in merito all’accordo commerciale tra Ue e Canada.

La giravolta sul CETA, da parte di Fratelli d’Italia, appare quasi incomprensibile. Dall’opposizione, il partito di Giorgia Meloni si era sempre scagliato contro la ratifica dell’accordo commerciale di libero scambio tra Unione europea e Canada. Veniva definito un tradimento nei confronti dei produttori italiani, ora però la ratifica sembra essere più vicina perché Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, lo ha definito vantaggioso per l’Italia.

Un cambiamento di visione che lascia perplessa anche Monica Di Sisto, vicepresidente di Fairwatch, osservatorio indipendente che da anni analizza i trattati internazionali. “Io ricordo che abbiamo bloccato il precedente tentativo di ratifica con un’imponente manifestazione di volontà contraria, a cui hanno aderito oltre 2000 comuni tra cui capoluoghi di provincia, il Comune di Roma e la Regione Lazio” – ha spiegato Monica Di Sisto – “Con l’allora segretaria Cgil Susanna Camusso, in meno di una settimana eravamo riusciti a organizzare un palco, dove c’erano anche Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ma anche Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida“.

Le criticità del CETA

C’è un problema costante con il susseguirsi dei governi: non abbiamo un luogo di confronto sulle politiche commerciali non solo tra chi vende e chi esporta, ma anche con le associazioni ambientaliste, di consumatori e gli osservatori. I dati sul CETA non sono cambiati: restano tanti punti critici” – il punto della vicepresidente di Fairwatch – “Ci sono problemi con i sistemi di certificazione, come quello per il biologico, mentre in Canada la produzione avviene ancora con pesticidi che da noi sono fuorilegge. L’Italia, per difendere la sovranità alimentare, aveva deciso di fare più attenzione alle importazioni di grano come quello canadese, che nell’ultima fase di produzione viene maturato con il glifosato“.

CETA, Monica Di Sisto: “Giravolta Fdi non nel merito”

I problemi, però, non finiscono qui. “Un altro elemento di preoccupazione è che la produzione di gas liquido, in Canada, avviene soprattutto con il fracking, con tutti i problemi ambientali che ne derivano. Le criticità di questo accordo sono rimaste intatte, mi chiedo quali siano questi dati sconvolgenti di cui parla il ministro Lollobrigida” – spiega Monica Di Sisto – “Peccato vedere queste giravolte che non sono nel merito. Sono pronta a stupirmi se questo trattato dovesse portare benefici diffusi e non, come disse anche Giorgia Meloni all’epoca, solo vantaggi per un pugno di aziende esportatrici“.