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Il tradizionale appuntamento del Forum Ambrosetti diventa l’occasione per un confronto tra i leader a tre settimane dalle elezioni politiche.

Il Forum Ambrosetti di Cernobbio, a tre settimane dalle elezioni politiche, diventa l’occasione per un confronto tra i vari leader su diversi temi. Dal punto di vista ambientale, sono diverse le proposte su cui hanno dibattuto i protagonisti del Forum: urgono soluzioni per la crisi climatica e per quella energetica, che tra guerra in Ucraina e speculazioni ha causato rincari nelle bollette.

Letta come Calenda sui rigassificatori

Il segretario del Pd, Enrico Letta, sul tema dei rigassificatori sposa la stessa posizione di Carlo Calenda. Pur mantenendo una posizione più moderata del leader di Azione, che aveva dichiarato: “Ne servono tre, uno a Ravenna, uno a Piombino e l’altro al Sud. E se non si riescono a fare perché c’è una opposizione, ricordo che a un certo punto si militarizza e si fanno fare lo stesso“. Letta, invece, ha spiegato: “A Piombino e Ravenna i rigassificatori vanno costruiti, è urgente diversificare, mettere un tetto europeo e disaccoppiare l’elettricità che viene da rinnovabili e gas. Serve un’Europa all’altezza“.

Lamorgese: “Rischio inverno difficile”

A Cernobbio presente anche Luciana Lamorgese, che non ha nascosto i timori per la crisi energetica nel prossimo inverno. “La linea Draghi, sull’energia, non può che essere proseguita. Non possiamo rischiare che ci sia poi un inverno difficile, anche considerando l’ordine e la sicurezza pubblica” – ha spiegato la ministra dell’Interno – “C’è preoccupazione per le imprese che potrebbero anche chiudere per i prezzi di energia e gas, con la conseguente perdita di posti di lavoro. Questo è un problema troppo grosso, sarà l’Europa a dare la linea a tutti i Paesi, come già sui vaccini, ogni singolo Paese non può andare per conto proprio“.

Centro-destra pro nucleare

Sulla crisi dell’energia, il centro-destra rivendica la necessità di introdurre il nucleare. “Basta con la dipendenza solo dal gas, la cui estrazione va comunque raddoppiata. Ci serve il nucleare di ultima generazione” – ha spiegato Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia – “Basta con il partito del no, come accaduto con la Gronda di Genova. Se non ci fossero stati quei no, forse il Ponte Morandi non sarebbe crollato“.
Anche Matteo Salvini ha ribadito la necessità di ricorrere al nucleare. Polemizzando apertamente con Enrico Letta, il leader della Lega ha spiegato: “Pd e M5S hanno votato contro gas e nucleare nella tassonomia verde Ue. Io continuo a pensare che il nucleare di ultima generazione sia sicuro e pulito e l’Italia non possa più farne a meno“.

Sanzioni alla Russia, centro-destra diviso

Il centro-destra è invece molto meno compatto sulle sanzioni alla Russia. Antonio Tajani di Forza Italia ha spiegato che “sono giuste inevitabili, ma serve un’azione dell’Ue a cui chiediamo da mesi un secondo Recovery Plan per affrontare tutte le conseguenze della guerra“.
Matteo Salvini, invece, ha dichiarato: “Abbiamo sempre votato le sanzioni, ma chiediamoci se stanno funzionando e soprattutto se stanno proteggendo l’Italia“.
Durante le dichiarazioni del leader della Lega, Giorgia Meloni si è portata le mani al volto. “Se ci sfiliamo dai nostri alleati, per l’Ucraina non cambia niente, ma per l’Italia sì, sarebbe a rischio la nostra credibilità internazionale“, ha spiegato la leader di FdI. Diverse anche le posizioni sullo scostamento di bilancio, richiesto da Salvini e bocciato da Giorgia Meloni: “Si può provare a parlare con l’Ue per usare le risorse della nuova programmazione. Non comprendo la timidezza europea sul prezzo del gas, che se oggi non c’è è perché non conviene a Germania e Olanda. Oltre al price cap, si può scorporare l’energia elettrica dal gas, anche a livello nazionale“.

Conte: “Privilegiare il modello Superbonus”

A Cernobbio è poi intervenuto Giuseppe Conte, tornato a difendere il Superbonus 110%: “È il modello da privilegiare, la libera circolazione dei crediti di imposta ci consente di ridurre la CO2 e di generare una massiccia liquidità a favore di investimenti ad alto moltiplicatore“. Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi aggiunto: “Dobbiamo incentivare il controllo dei prezzi, ma non c’è stato un aumento dei costi delle costruzioni rispetto agli altri Paesi europei“.
Giuseppe Conte ha poi parlato della transizione ecologica ed energetica: “Il Green Deal triplica i posti di lavoro rispetto alle fonti fossili, se l’avessimo adottato prima del 2019 oggi avremmo meno problemi con la crisi dell’energia. Non investire oggi significa aumentare i costi sociali per domani. Lo abbiamo visto con il Sistema sanitario nazionale, definanziato negli ultimi 10 anni per 40 miliardi di euro complessivi: avremmo potuto reagire meglio alla pandemia“.

Energia, Orlando: “Uno strumento europeo come il Sure”

Sulla crisi dell’energia è intervenuto anche Andrea Orlando, auspicando uno strumento a livello europeo simile al fondo Sure. “Il Sure ha funzionato sotto tutti i punti di vista, con i miei colleghi europei abbiamo avanzato l’ipotesi di rendere strutturale una misura simile” – ha spiegato il ministro del Lavoro – “Dobbiamo affrontare non solo questa fase del caro energia, ma anche i possibili contraccolpi in alcune filiere che potrebbero avvenire con le grandi transizioni, sia quella digitale che quella verde. Naturalmente questa richiesta ha trovato una certa freddezza tra i Paesi ‘frugali’, ma è caduto anche lo scetticismo della Germania. Ci sono le condizioni per riprendere questo tipo di discussione“.

Salvini: “Ministero dell’Innovazione a Milano”

Matteo Salvini ha poi proposto di spostare a Milano il Ministero dell’Innovazione: “È lì che ci sono i brevetti, il bello dell’autonomia è valorizzare i territori“. E la proposta del leader della Lega ha trovato consenso bipartisan: non solo dal governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, ma anche dal sindaco di Milano, Beppe Sala.

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