UE, SERVONO 600 MILIARDI DI EURO PER SOSTITUIRE LE VECCHIE CENTRALI A CARBONE

Centrali a carbone. Ammonta a circa 600 miliardi di euro la spesa che i paesi dell’Unione Europea dovrebbero sostenere per sostituire le centrali alimentate da fonti fossili (petrolio, metano, carbone, che forniscono il 40% della generazione elettrica) con nuove fonti rinnovabili.

Il dato emerge dall’analisi di Alberto Clo’, già ministro dell’industria del Governo Dini, direttore della rivista “Energia”, sul Blog di Sara Assicurazioni (www.viapo20.it), Assicuratrice Ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.
Gli Stati che hanno firmato l’accordo di Parigi – ha spiegato Clo’ – “non stanno facendo nulla di concreto rispetto a quello che si dovrebbe fare”, tanto che le emissioni sono tornate a crescere.

Petrolio, metano e carbone sono responsabili del 70% delle emissioni di gas serra.

Secondo l’ex ministro, “parlare e dibattere di energia in Italia è divenuto ormai impossibile in un continuo logorante scontro tra opposte fazioni ove le reciproche demonizzazioni fanno aggio su ogni sereno confronto”.

Con la conseguenza che il pessimismo sulla transizione energetica “è assolutamente giustificato”.

Nel 2005, 31 paesi (i 28 dell’Ue più Islanda, Liechtenstein e la Norvegia) hanno adottato il sistema di scambio di quote di emissione ETS.

Il primo mercato mondiale di biossido di carbonio che ha l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici.

L’ETS fissa un tetto massimo alle emissioni di CO2 prodotte da industria pesante, centrali elettriche e compagnie aeree, responsabili del 45% delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea.

Entro questo limite, le imprese ricevono o acquistano quote di emissione che, se necessario, possono scambiare.

Con il “carbon leakage“, ovvero la delocalizzazione delle industrie in Paesi con restrizioni meno rigorose alle emissioni di CO2, “il danno all’ambiente è immediato per il Paese che non ha disincentivato le emissioni nocive, ma quello per l’ambiente del Pianeta non diminuisce”.

“E’ un po’ come spazzare e nascondere l’immondizia sotto il tappeto”, conclude Clo’, spiegando che

“Se calcolassimo le emissioni esportate dall’Europa vedremmo che il loro livello non è diminuito, come Bruxelles si vanta di aver conseguito, ma aumentato non di poco”.

 

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