Caro prezzi, Censis 52% italiani taglia cibo e 50% forni spenti

Il pericolo è quello di un divario sociale permanente tra chi può permettersi di acquistare tutte le tipologie di cibo e chi è costretto a eliminare alcuni alimenti dalla propria dieta”, Censis.

“Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre”, questo il titolo del rapporto di Coldiretti in collaborazione col Censis che fotografa la risposta degli italiani a tavola al caro prezzi.

Il 52% delle famiglie ha tagliato il cibo in quantità o in qualità. Se si considerano le fasce più povere, il 60% ha ridotto la quantità del cibo messo in tavola. Gli alcolici e i dolci sono già stati tagliati dal 44% degli italiani, seguono i salumi eliminati dal 39% e il pesce a cui ha rinunciato il 38% degli intervistati. Tengono frutta, verdura e pasta. “Il pericolo – sottolinea il Censis – è quello di un divario sociale permanente tra chi può permettersi di acquistare tutte le tipologie di cibo e chi è costretto a eliminare alcuni alimenti dalla propria dieta. Intanto, per rispondere alla crisi energetica, il 50% dei forni rimane spento.

Massimiliano Valerii, Direttore generale Censis, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Abbiamo un quadro fortemente in discontinuità col recente passato a causa di un’inflazione a due cifre che non vedevamo da quattro decenni. Sul piano degli acquisti, la prima reazione da parte delle famiglie è stata quella di tagliare, il 52% degli italiani ha ridotto o la quantità dei prodotti acquistati o, in alcuni casi, cedendo sulla qualità. C’è una maggiore assiduità negli acquisti nei discount, con una penalizzazione soprattutto dei ceti sociali meno abbienti, naturalmente l’inflazione penalizza soprattutto i ceti popolari. C’è in campo un arbitraggio soggettivo che tende a privilegiare, nonostante l’aumento dei prezzi, i prodotti tipici della dieta italiana: frutta, verdura e pasta, benché la pasta abbia avuto nel mese di ottobre, un rialzo del prezzo, oltre 20 punti percentuali su base annua.

Riguardo l’adattamento al caro energia che vede il 50% dei forni rimanere spenti, Valerii aggiunge: “ Si tratta di micro comportamenti della vita quotidiana finalizzati evidentemente a risparmiare, è chiaro che si guarda con preoccupazione al salasso del caro bollette per cui, ad esempio, alcuni elettrodomestici, come il forno, vengono tenuti spenti per risparmiare sui consumi energetici.”

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