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Sentenza storica della CEDU, la Svizzera condannata per inazione climatica

Sentenza storica della CEDU, la Svizzera condannata per inazione climatica

Sentenza storica della CEDU in favore delle anziane attiviste svizzere KlimaSeniorinnen. Un risultato che potrebbe aprire la strada a nuove cause climatiche in Europa.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione alle KlimaSeniorinnen svizzere, che lo scorso anno avevano accusato la Svizzera di “inazione climatica”. Le “Anziane per il clima”, così si sono nominate le attiviste, hanno portato il governo di Berna nel tribunale di Strasburgo.

La sentenza emanata dalla CEDU segna una svolta verso le cause climatiche. Infatti, è la prima volta che la Corte si pronuncia sulle misure intraprese per affrontare il cambiamento climatico e la decisione – vincolante – potrebbe influenzare la legge negli altri 46 Paesi europei membri del Consiglio d’Europa. La sentenza infatti, ha un valore equivalente a un trattato regionale europeo, che obbligherebbe i governi ad aumentare le azioni sul clima.

La CEDU, escludendo la violazione dell’articolo 2 dalla sentenza, ha condannato lo Stato elvetico per aver violato l’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, ovvero il diritto al rispetto della vita privata e familiare, in quanto non ha preso sufficienti misure per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

Respinti gli altri due casi climatici alla CEDU

Non è l’unica sentenza sul clima emanata nella giornata di martedì 9  aprile dalla Corte. Ci sono altri due casi climatici che però non hanno avuto lo stesso esito.

Il ricorso intentato da parte di Duarte Agostinho e altri 6 giovani portoghesi contro il Portogallo e altri 31 Stati per le stesse ragioni legate all’inazione climatica è stato respinto dalla Cedu.

Stessa conclusione anche per il terzo caso climatico, “Carême contro Francia”. La Corte ha respinto la richiesta di condanna per la Francia presentata nel 2019 sindaco di Grande-Synthe, Damien Carême, che ha accusato lo Stato francese di inazione climatica. Secondo quanto annunciato dalla presidente della Corte, Siofra O’Leary, il primo cittadino non è stato riconosciuto come vittima.

Presente all’udienza anche Greta Thunberg, in sostegno dei gruppi di attivisti che hanno tracciato il primo percorso verso le cause climatiche in Europa.