Cultura

A C’È POSTA PER TE, MARIA DE FILIPPI E LA PEGGIORE SICILIA DELLA FIGLIA RIPUDIATA

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C’è posta per te. Boom di ascolti sabato sera per la nota trasmissione “strappalacrime” di Maria De Filippi “C’è posta per te”. Grande successo per la storia di una famiglia siciliana che lascia davvero senza parole e tieni incollati allo schermo milioni di telespettatori.

Ed anche questa volta Maria De Filippi sbaraglia la concorrenza del sabato sera con la seconda puntata di C’è posta per te, totalizzando quasi 6 milioni di spettatori e uno share del 30,1%. Obiettivo di ogni puntata, per chi non lo sapesse, è quello di togliere la fatidica busta che separa  famiglie, coppie e  padri  o madri che non vedono figli da anni.  E l’80% delle volte il lieto fine è assicurato.  Ma il pubblico si sa, si affeziona alle trasmissioni, vuole vedere storia di vita quotidiana, che siano finte o meno poco importa. Ed un personaggio familiare come Maria De Filippi rende il tutto un mix perfetto.  Però questa volta (da non annoverare come l’unica) si è toccato davvero il fondo. Una storia che definirei “inquietante” , che trasmette un’immagine del sud a dir poco medievale.  E’ innegabile che sotto certi aspetti  tra nord e sud ci siano differenze per tradizioni, innovazione e cultura . Ma il signor Calogero di Licata, un comune in provincia di Agrigento, su Canale 5 in prima serata ha dato il meglio di sé, mostrando orgoglioso quelli che sono i “veri” valori di una famiglia del sud.

E’ stato chiamato in trasmissione dalla figlia Marinella di 27 anni che non vedeva il padre da più di 10 anni.   Alla base del conflitto una “fuitina” d’amore della figlia con una persona sposata, “un disonore troppo grande che dalle nostre parti ancora conta”, ha spiegato alla signora De Filippi il padre della ragazza.  La figlia era scappata al nord ed il padre non voleva sapere più nulla di lei. L’unico modo per recuperare il loro rapporto? Il signor Calogero ha suggerito alla figlia: “L’unica cosa che puoi fare per farti perdonare e uccidere la persona che ti ha disonorato: ti procuro l’arma e ti pago l’avvocato”.

Anche per la regina dei ricongiungimenti familiari, questa di Calogero è una dura sfida: “Maria, non era una persona scapola, era un padre di figli. Ci ha levato il marito a quella donna. E’ scappata dalla vergogna e dal disonore che ha portato in casa mia. Dalle mie parti con quello che ha fatto non c’è perdono. Le offese da noi non si dicono. Non siamo a Centro o Nord Italia, da noi ci teniamo ancora a certe cose. Dalle nostre parti l’abito bianco si usa per le VERGINELLE”.

E’ sempre per il disonore subito : “Avevo una cavalla, non l’ho più perché ho fatto trovare la testa sul cuscino di quell’uomo”.  Per fortuna anche in quest’occasione la mediazione di Maria è riuscita a persuadere  il dolore del padre che ha deciso, nonostante tutto, di  togliere la busta e riabbracciare finalmente la figlia.

Ma, a mio avviso, di lieto fine in questa storia “made in sud” di grande successo non c’è poi così tanto.

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