Cattiva alimentazione, 1 decesso su 5 nel mondo

Uno studio condotto dal Global Burden of Disease di Seattle, ha dimostrato che la cattiva alimentazione sarebbe responsabile di 1 decesso su 5. Troppi grassi, sale e zucchero, pochi cereali integrali, frutta, verdura. In Italia 107,7 su 100.000 muoiono per cattiva alimentazione.

Un’analisi sui rischi connessi all’alimentazione in 195 Paesi, condotta dal Global  Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors (GBD) ,  e pubblicata sulla rivista medica “The Lancet”  ha messo in luce l’incidenza, a livello globale, che la cattiva alimentazione ha sulle cause di morte.  1 su 5 persone morirebbero per cattiva alimentazione e tale causa sarebbe più nociva del fumo.

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Il Global Burden of Diseases è costituito da 500 ricercatori che conducono valutazioni sull’effetto che patologie, infortuni e fattori di rischio hanno sulla popolazione mondiale, confrontandone l’andamento in differenti ambiti geografici e sociali. L’obiettivo è fornire importanti e dettagliate informazioni a chi deve prendere decisioni di politica.  Il GBD è coordinato dall’Institute Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell’ Università di Washington di Seattle. Lo studio in questione, “Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990–2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017“, ha indagato sugli stili alimentari di 195 paesi al mondo, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2017.

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I principali fattori di rischio emersi sono: assunzione di troppo sale, carne rossa e bevande zuccherate e dall’altro lato scarso consumo di cereali integrali, frutta, noci e semi, verdure e Omega 3 da pesce e frutti di mare. Israele ha registrato il più basso tasso di decessi legati all’alimentazione pari a 89 su 100.000 morti, seguiti da Francia (89,1), Spagna (89,5) mentre l’Italia è più indietro con a 107,7. Molto peggiore la situazione nel Regno Unito (23° posto) con 127 decessi ogni 100mila e gli Stati Uniti al 43° posto con 171. L’Uzbekistan ultimo, con 892 morti.

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“Anche nei paesi mediterranei cibo non ottimale”. Lo studio ha rilevato che nutrirsi bene potrebbe prevenire un decesso su cinque in tutto il mondo. Sebbene le diete varino da un paese all’altro, mangiare poca frutta e verdure e troppo sale rappresenta un rischio concreto che miete 11 milioni di vite all’anno. “I nostri risultati – scrivono i ricercato su Lancet – mostrano che una cattiva dieta è responsabile di più morti di qualsiasi altro rischio a livello globale, compreso il fumo di tabacco“. Nel 2017 il tabacco era associato alla morte di 8 milioni mentre l’ipertensione era legata a 10,4 milioni decessi. I paesi che hanno una dieta prevalentemente mediterranea e quindi mangiano più frutta, verdura, noci e legumi, hanno registrato livelli di rischio più basso. “Ma nessun paese – scrivono gli autori – ha un livello ottimale di consumo di tutti gli alimenti salutari. Anche nei paesi che seguono una dieta mediterranea, l’alimentazione non è ottimale”.

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