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CATALOGNA. CONTINUA IL BRACCIO DI FERRO. RAJOY: SABATO IL 155

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Di Marcello Righi. Catalogna. La crisi si complica. Il governo spagnolo non accetta le risposte di Puigdemont classificandole “come insufficienti”. Dall’altra parte Puigdemont capisce che Rajoy sta per decidere l’applicazione dell’art.155 della Costituzione che permette al Governo spagnolo di varare tutte le misure per riportare la Catalogna nei confini della Costituzione.

E quindi se Rajoy annuncia per sabato una convocazione urgente del Governo. Puigdemont a sua volta avverte che se la Spagna imporrà il 155, il governo catalano compirà il passo decisivo della dichiarazione di indipendenza (avvalorando così l’intervento della Spagna).

Insomma la crisi si complica. Appare chiaro che ormai le vie d’uscita sono ridotte al lumicino. Fin qui a nulla sono valse le pressioni della Comunità europea; né la crisi economica evidente con la fuga di banche, aziende, enti e istituti, mentre le ultime rilevazioni attestano che le attività commerciali catalane denunciano un forte calo nelle vendite di tutti i prodotti, con una media del 20% in meno.

E quindi appare chiaro che Puigdemont ha scelto la strada del dialogo non certamente per trovare dei compromessi, bensì per dilazionare nel tempo una decisione già preso.

L’esito sembrerebbe dunque scontato. L’art.155 dà ampie facoltà di manovra all’Esecutivo, anche il segretario del PSOE, Pedro Sanchez, ha lasciato intendere che verranno prese solo misure fondamentali e limitate. Il che potrebbe voler dire un azzeramento della catena di comando dei Mossos e di tutti i centri nevralgici di comando della Catalogna.

Anche perché, nel mentre si assiste al virtuale braccio di ferro tra i due antagonisti, in mattinata la Guardi Civil si è introdotta nella sede dei Mossos d’Esquadra di Lleida, terzo capoluogo della Catalogna, sequestrando documenti e computer.

Insomma, la giustizia spagnola, nell’attesa degli eventi, procede a tutta forza, cercando di individuare i responsabili del mancato intervento delle forze dell’ordine catalane il 1 Ottobre, per evitare il voto referendario come era stato ordinato dal Governo centrale.

Intanto si svegliata la  Comunità europea. Il presidente Antonio Tajani, in una intervista, ha confermato che “nessuno” in Europa potrà accettare la proclamazione di indipendenza della Catalogna..

 

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