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CATALOGNA, PUIGDEMONT “ABBIAMO VINTO”. RAJOY “VOTO NULLO”. ORA TOCCA ALL’EUROPA

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Di Antonio Creti

Barcellona. A mezzanotte in una piazza di Catalunya gremita, i rappresentanti della Generalitat annunciano i dati, al termine di una giornata caotica, convulsa, di violenza e di dolore.  E’ il portavoce del Governo che in un tweet annuncia che “A favore del SI sono pronunciati 2.020.144 (pari al 90.09%), del NO 176.565 (7,87%).

E quindi in un referendum dichiarato illegittimo dalla Spagna; con la polizia catalana che lo dapprima ha favorito; che la polizia e la guardia civil ha cercato di reprimere senza riuscirci, con centinaia di feriti e molti arresti, emerge un primo dato essenziale della grande partecipazione popolare che alla fine e nonostante tutto è andata a votare.

Ha raggiunto un quorum decente?

Siamo al 40% dei votanti rispetto agli aventi diritto, che al primo censimento sono 5.343.358 di catalani, e quindi una massa importante non è andata al voto, in qualche modo compromettendone l’esito finale.

Dal palco Junqueras, uno dei leader, cerca anche di spiegare il perché di questo risultato, parlando di circa 700 mila catalani cui è stato impedito o sottratto il voto.

Eppure anche sommando questi numeri, tutti da verificare, avremmo comunque un livello di partecipazione al di sotto delle stime.

Insomma, tutto questo ci porta a dire che il grande sconfitto di questa brutta pagina di democrazia è il primo ministro Mariano Rajoy che tanto poteva fare e che invece si è trincerato sotto giudizio della Corte di giustizia che dichiarava il voto illegittimo, e che invece alla fine non è riuscito a impedirlo.

E che invece Carles Puigdemont, nonostante un voto non straordinario, esce comuqnue vincitore percHè quel voto, nonostante il dispiego di forze e di violenze, è riuscito a farlo svolgere.

Adesso cosa accadrà?

La Catalogna dichiarerà l’indipendenza. La Spagna gliela invaliderà. Inizierà una lunga trattativa in cui l’Europa non potrà stare a guardare.

Immaginate la ricca Catalogna fuori dall’euro, tagliata via dalle infrastrutture spagnole, con un debito pubblico altissimo nonostante la sua evidente ricchezza?

Immaginate la UE che dice acconsente alla indipendenza, in antagonismo con uno degli stati fondatori della Ue come la Spagna?

Insomma, la Catalogna ha vinto. Martedì terrà uno sciopero di protesta generale contro le violenze, ma è evidente che per Puigdemont e soci adesso verrà il bello: saranno capaci di dare una concreta risposta ai propri concittatidini che hanno creduto in loro?

La mappa dei Paesi che nel corso degli anni hanno chiesto l’indipendenza

 

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