Politica

RESTITUZIONI M5S, DI MAIO IN BANCA ALLA CAMERA CON L’INVIATO DE LE IENE

Condividi

Restituzioni M5S, Di Maio in banca alla Camera con l’inviato de Le Iene. Potrebbe superare il milione di euro, l’ammanco nelle restituzioni volontarie dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle, travolti nella bufera “rimborsopoli” a seguito dell’inchiesta de “Le Iene”.

Dal Movimento si limitano a dire che “mancano più soldi di quanto affermato dalla stampa”.

“Stiamo facendo tutte le verifiche e tutte le mele marce le metto fuori. Dal Movimento senz’altro li
cacciamo, non entreranno nel gruppo in Parlamento” – assicura Luigi Di Maio, citando poi la canzone vincitrice di Sanremo: non mi avete fatto niente.

In mattinata, accompagnato dall’inviato delle Iene Filippo Roma, che sta seguendo la vicenda dei mancati rimborsi, il candidato premier del MoVimento, si è recato presso gli sportelli della banca interna a Montecitorio.

Subito dopo, con un lungo post su facebook, Di Maio spiega: “abbiamo verificato tutti i bonifici che ho effettuato per un totale di oltre 150.000 euro, certificato dal direttore della banca. Ho anche rinunciato alle indennita’ aggiuntive da vice presidente
della Camera. In tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a piu’ di 370.000 euro“.

Intanto, il senatore Buccarella si autosospende: “Ho commesso una leggerezza sui bonifici” – dice, mentre Danilo Toninelli mostra i rendiconti dei bonifici, annunciando querele nei confronti di chi oserà sostenere il contrario.

Non siamo immuni agli errori, ma abbiamo gli antidoti per correggerli. Chi sbaglia viene allontanato dal Movimento. Chi ha sbagliato ha restituito i soldi che doveva restituire, non hanno più la nostra fiducia e hanno firmato la rinuncia all’eventuale elezione – commenta Manlio Di Stefano – Sarei preoccupato se fossi un candidato di Forza Italia, di un partito fondato grazie alla collaborazione di Cosa Nostra. Noi non abbiamo nessun illecito commesso perché non avevamo nessun obbligo di versare in quel fondo. Abbiamo alzato l’asticella dell’onestà”.
Il MoVimento però, finisce nel fuoco incrociato delle critiche.

“Ci sono delle truffe evidenti, acclarate e chi ha la responsabilità dovrebbe dire come stanno le cose” – afferma Matteo Renzi, per il quale “chi vota 5 stelle elegge scrocconi e truffatori, sono loro stessi a definirli così”.

“Ora  – incalza il segretario Dem – tocca a Luigi Di Maio dire come stanno veramente le cose, dica quanti sono realmente coinvolti” nella vicenda.

“La vicenda – spiega poi Renzi – non è importante di per sè per il fatto dei soldi che mancano, il punto problematico semmai è che alla fine con questo meccanismo non si sa più chi è il candidato, ogni giorno Di Maio dice questo non è dei nostri, ci vergogniamo, ma nella scheda elettorale ci sono i loro nomi e un cittadino che vuole votare 5 stelle non è che può fidarsi del blog”.

Insomma, per Renzi “ecco dove sta la fregatura”, i 5 stelle “danno l’idea di considerare gli italiani un popolo di coglioni, come ha detto Di Battista dicendo una stupidata”.

Pronta la replica dei pentastellati: “oltre che patetico Renzi è anche ridicolo. è lui che ha candidato condannati e impresentabili, non il Movimento 5 Stelle, che è l’unico che si taglia gli stipendi e che ha donato volontariamente, al fondo per il microcredito, diversi milioni di euro – afferma Laura Castelli – Renzi che fa accostamenti con la stagione di tangentopoli a sproposito, quanto ha donato? – aggiunge la Castelli – Nulla, neanche un euro”.

Ma a rispondere al segretario del Pd è anche lo stesso Di Maio: “Chi pensa di farci la morale abbia la dignità di starsene zitto e andarsi a nascondere. L’unica cosa che Renzi ha restituito agli italiani –aggiunge poi – è il traditore della Patria Silvio Berlusconi”.
E poi torna a ribadire: chi “ha violato le nostre regole”, chi ha “tradito i nostri principi sarà cacciato dal Movimento. Chi non risulterà in regola per me è già fuori. Non facciamo sconti a nessuno, tantomeno a noi stessi e pubblicheremo la lista completa”.

Contro il MoVimento si scaglia anche l’ex 5stelle e sindaco di Parma, Federico Pizzarotti: “Emergono fatti sicuramente gravi – dice – Di Maio cerca di spostare il dito così la gente si distrae e dice che sono stati versati 23 milioni ma quello che trovo grave è che siano al momento i ‘caporali’, cioè le persone più visibili, ad aver fatto questo, ad aver falsificato le rendicontazioni” e “sono quelli che mi attaccavano dicendo che non ero degno a loro avviso, i più puri facevano queste cose”.

Per Pizzarotti “il Movimento è già morto da tempo, ora tante persone lo chiamano ‘il partito di Di Maio’“. E se anche il Movimento 5 stelle dovesse “risultare primo partito, non avrà i numeri per governare”.

Sulla vicenda interviene anche Silvio Berlusconi per il quale “Di Maio non è stato capace di prendere una laurea come potrebbe essere in grado di governare un Paese. Ci sono voci in giro che ci deve essere un altro dietro a Di Maio, il magistrato più spinto della sinistra italiana, che potrebbe essere il reale candidato a 5 Stelle”.

(Visited 169 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago