Narrazioni, il ciclo di dibattiti di Casetta Rossa affronta il tema delle migrazioni

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Narrazioni. Voci e visioni dal Paese reale. L’ultimo appuntamento del ciclo di dibattiti voluto da Casetta Rossa ha per tema le migrazioni.

Dopo due anni di pandemia e le speranze disattese di un cambiamento radicale in tema di ambiente ma anche di rapporti sociali e produttivi, l’associazione culturale prova a tracciare nuove rotte capaci di imporre una narrazione diversa da quella imperante. Presenti al dibattito alcuni dei protagonisti della cooperazione come Open Arms, Medici per i Diritti Umani, il Baobab ma anche piccole realtà come la scuola di italiano per stranieri di Casetta Rossa rappresentata da Maria Vittoria Tessitore insignita di una onorificenza al merito della Repubblica italiana, poiché da ex docente universitaria, a 85 anni si è impegnata a insegnare gratuitamente. A fare da cornice al
dibattito l’esposizione fotografica di Mattero Nardone che ha seguito l’esperienza del Baobab nel corso degli anni.

“Oggi parliamo di ciò che si muove e che vive di vero sotto
le emergenze, l’emergenza covid, l’emergenza guerra e sotto questo racconto emergenziale vero, assolutamente realistico, c’è un’altra realtà che è quella del Paese reale. Come vivono realmente le persone. – dichiara a TeleAmbiente Gianluca Peciola, Casetta RossaDurante l’emergenza covid la disoccupazione è esplosa, il lavoro è stato esternalizzato, le persone povere sono diventate più povere, chi viveva una difficoltà sanitaria è diventato ancora più debole. Il tema dei diritti umani non è stato più preso in considerazione perché c’erano altre emergenze quindi abbiamo voluto parlare del Paese Reale cioè di come vivono realmente le persone. Parliamo dei migranti: che succede sotto l’emergenza guerra a chi vuole fuggire dal proprio Paese?

Alice Basiglini, Baobab Experience:Baobab dal 2015 è in strada e la migrazione l’ha conosciuta tutta, nei suoi aspetti più brutti e in quelli più belli che sono gli esperti che hanno visto l’accoglienza in primo piano, l’umanità in primo piano e anche gli stessi migranti che si sono avvicinati a questo mondo. I temi sono tanti sono diversificati e sono forti. C’è il tema di un doppio binario che l’Europa tutta sta vivendo rispetto all’ospitalità dei profughi ucraini, il respingimento psicologico e fisico che continuiamo ad attuare nei confronti delle persone che si trovano nello stesso identico stato e status che continuiamo a respingere e che provengono invece dal Nordafrica, dall’Africa subsahariana e dal Medio oriente”.

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