Il corpo di una lupa con tre fori da arma da fuoco è stata ritrovato a Roccaromana, nel Casertano. Secondo l’Ente Nazionale Protezione Animali si tratta della vittima di un allarmismo infondato. 

Le Guardie Zoofile Enpa hanno ritrovato il corpo senza vita e con tre fori da arma da fuoco di una lupa nei boschi di Roccaromana, nel Casertano.

Il corpo della lupa è stato prelevato dall’Asl che l’ha trasportato presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Portici dove sarà sottoposto agli esami del caso.

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha annunciato che presenterà denuncia contro ignoti. L’obiettivo della associazione animalista è “andare a fondo e trovare gli autori di questo orribile atto di bracconaggio, un vero delitto che da anni chiediamo sia adeguatamente e specificatamente riconosciuto nel Codice Penale”, come si legge in una nota.

I lupi, infatti, sono animali da preservare perché, dopo aver rischiato l’estinzione nel nostro Paese, ora la popolazione totale di lupi in Italia è cresciuta ma i preconcetti verso questi animali da parte della popolazione umana rimangono. 

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Preconcetti che, a causa anche dei social network, stanno addirittura diventando più pericolosi per la popolazione dei lupi italiani, come ha spiegato Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa.

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“Un atto criminale gravissimo – ha affermato la presidente Rocchi – che arriva in un momento in cui l’allarmismo infondato sulla presenza dei lupi è salito alle stelle, soprattutto sui social network. Sui lupi c’è tanta disinformazione. In pochi ricordano che il lupo ha diritto non solo alla piena tutela ma anche al pieno riconoscimento della sua importanza in natura”.

“Troppo lentamente – ha continuato – si va facendo strada la conoscenza della sua figura tanto importante nell’equilibrio delle popolazioni selvatiche. È il maggior predatore dei cinghiali che costituiscono la quasi totalità della sua alimentazione. Basta con l’ignoranza, la diffamazione, la colpevole disinformazione! Tutto questo diviene una ferita intollerabile per l’ambiente del nostro Paese”.

“Ci auguriamo che in tempi brevi, finalmente, l’Italia adegui il suo sistema sanzionatorio a quanto l’Europa da tanti, troppi anni, ha chiesto con la Direttiva della tutela penale sull’ambiente (sin dal 2008). E’ dunque imprescindibile rivedere un sistema sanzionatorio oggi paurosamente debole e insufficiente. Enpa chiede giustizia per questa lupa”, ha poi concluso.

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