Territorio

Caserta, incendio all’impianto trattamento rifiuti Stir. Nube tossica sulla città

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Un incendio si è sviluppato in mattinata nell’impianto di trattamento rifiuti Stir di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Un anno fa lo stesso impianto è stato incendiato. I residenti chiusi in casa preoccupati per la tossicità del fumo che sta invadendo la zona.

Un vasto incendio si è sviluppato alle prime luci dell’alba all’interno dello Stirl’impianto di trattamento e compostaggio dei rifiuti di Santa Maria Capua Vetere, sulla stradale Appia 7Bis  in provincia di Caserta. Fiamme alte 40 metri e una nube tossica si è sprigionata su tutta l’area per molti chilometri quadrati.

I vigili del fuoco sono giunti tempestivamente sul posto e stanno cercando di domare le fiamme. Data la vastità dell’area interessata e i quintali di rifiuti bruciati è stato necessario l’aiuto di due autobotti e una gru. Bruciano i rifiuti stoccati nel piazzale di circa 200 mq.

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Le cause che hanno innescato l’incendio non sono ancora note, anche se non si esclude possa trattarsi di un rogo doloso. Come spesso accade in questi casi, i residenti nelle zone vicine all’incendio si sono chiusi in casa. Saranno poi i rilievi dei vigili del fuoco e dell’Arpac a stabilire la tossicità o meno del rogo.

Il primo rogo scoppiò allo Stir (stabilimento di trito vagliatura dei rifiuti) il primo novembre dello scorso anno, ed è tuttora oggetto di indagini; in quella circostanza si precipitò all’impianto anche
il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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I residenti sono chiusi in casa, c’è molta preoccupazione soprattutto per la tossicità del fumo che sta invadendo la zona, per l’ennesima volta. L’incendio coinvolge parte dei rifiuti stoccati nel piazzale dell’impianto, quelli destinati all’inceneritore di Acerra che in questo periodo è chiuso per manutenzione.

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Allo Stir sono arrivate le forze dell’ordine e il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra, che è apparso molto preoccupato trattandosi del secondo analogo episodio in un anno.
È necessario fare tutte le verifiche perché due casi simili in un anno fanno riflettere. Peraltro nel capannone dove è divampato l’incendio mancano anche le telecamere”.

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