Salute

Cartoni per la pizza, trovato bisfenolo A. Quali i pericoli?

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Cartoni pizza. Un’inchiesta de “il Salvagente” ha rivelato la presenza di bisfenolo A nei cartoni per la pizza. Concentrazioni oltre la soglia, in due cartoni su tre, di bpa, composto chimico usato per la produzione di plastiche e resine. Il Ministero della Salute ha chiarito che cartoni per pizza contenenti bpa sono stati prodotti con materiali da ricicloIllegale in Italia, ma non all’estero. Manca norma di armonizzazione.

La rivista “il Salvagente“, impegnata contro le truffe ai consumatori, ha fatto analizzare tre contenitori di cartone per la pizza da asporto, prodotti da tre aziende differenti. E’ emerso che due su tre contenevano concentrazioni di bisfenolo A oltre la soglia consentita dalla legge. Tuttavia il bisfenolo A è usato nella plastica, del tutto inattesa, quindi, la sua presenza nella carta,  meglio, nei cartoni della pizza.

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Il bisfenolo A (BPA) è un composto  chimico utilizzato nella produzione di plastiche e resine, anche a uso alimentare (bottiglie, biberon, stoviglie e contenitori).  Nei primi anni duemila è stato scoperta la sua capacità di agire come interferente endocrino,  di alterare, cioè,  lo sviluppo e l’equilibrio del sistema ormonale incidendo con la fertilità e producendo anomalie riproduttive, cancro al seno e alla prostata, diabete e malattie cardiache. Per queste ragioni nel 2011 l’Ue ne ha bandito l’impiego nei biberon, fissando dei parametri per ciò che riguarda le sue concentrazioni nelle plastiche a uso alimentare.
L’inchiesta de “il Salvagente”, rivelando la presenza di bpa nei contenitori di cartone della pizza, ha gettato luce sull’insospettabile e ha mostrato come il composto  chimico arrivi a contaminare l’alimento con cui viene a contatto, cioè la piazza,  quindi l’organismo.

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Il Ministero della Salute, intervenendo sulla questione, attraverso la Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti,  ha chiarito che: “Il bisfenolo A è una sostanza che se presente nelle carte/cartoni è indice dell’impiego di materiali cartacei di secondo impiego ovvero da ‘riciclo’“, ma che in Italia “l’uso di carta riciclata nei cartoni per pizza d’asporto è vietato. In Italia – ha ricordato il Ministero – l’uso di carte e cartoni di riciclo è consentito soltanto per alcuni tipi di prodotti alimentari, i cosiddetti ‘solidi secchi’(si pensi a sale, zucchero, riso, pasta secca ), quindi non per la pizza.

Non è un caso dunque se due, dei tre cartoni fatti analizzare da “il Salvagente”, oltre a contenere bpa in elevate concentrazioni, di molto superiori a quelle ammesse per le plastiche a uso alimentare, erano anche di provenienza estera.

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Il Ministero ha ulteriormente specificato che “in virtù della ‘clausola di mutuo riconoscimento’, le disposizioni italiane non si applicano alle carte e cartoni legalmente prodotti e/o commercializzati in altri Stati dell’Unione europea”. Dunque,  “l’articolo del Salvagente evidenzia l’assenza di una norma armonizzata nell’Unione europea su questo settore che solo in alcuni Stati Membri è regolamentata da disposizioni sanitarie. Infatti a partire dal 1973 il ministero della Sanità aveva disciplinato i materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA) stabilendo per le carte e cartoni requisiti specifici e limitazioni d’uso”. Dalla Direzione si assicura che “per coniugare il rispetto dell’ambiente con la sicurezza alimentare il ministero ha commissionato al Laboratorio Nazionale di Riferimento per i MOCA una ricerca sulla presenza dei contaminanti nelle carte/cartoni riciclati i cui risultati potranno essere disponibili a breve”.

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