Carola, l’insegnante di Cagliari che ha lasciato il lavoro per andare a pulire il Mediterraneo

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Carola Farci è un’insegnante di Storia e Italiano in un istituto alberghiero di Cagliari. A TeleAmbiente ha spiegato che ha deciso di prendersi un anno sabbatico per andare a ripulire il Mediterraneo dai rifiuti. 

Prendersi un anno sabbatico per andare a ripulire il Mediterraneo. È ciò che ha fatto Carola Farci, un’insegnante di Italiano e Storia in un istituto alberghiero di Cagliari che adesso è in giro per il Mediterraneo.

Carola, adesso dove ti trovi?
“In questo momento sono a Yalova, in Turchia”.

E come sta andando?
“Proprio oggi una tragedia. Credo di aver visto stamattina la spiaggia peggiore che abbia visto in questi tre mesi. Ormai sono 85 giorni che sono in giro. Ho raccolto più di 80 kg di spazzatura solo stamattina e mi sa che siamo ufficialmente arrivati a una tonnellata in totale. In generale sto vedendo un Mediterraneo incredibilmente sporco”.

In questo viaggio, però, non sei sola. Hai una compagna.
“Giusto,
è la mia cagnolina Polly, una Labrador di 3 anni. Polly è fantastica, senza di lei sicuramente questo viaggio sarebbe stato molto più triste”.

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Carola e Polly dopo una giornata di raccolta rifiuti. Foto: Carola Farci

Ma come ti è venuta in mente questa storia di lasciare il tuo lavoro per un anno e andare a ripulire il Mediterraneo?
“Io quest’estate sono andata a fare un viaggio a Napoli dove ho affittato una barchetta a remi e nel Golfo di Napoli mi sono accorta che c’era un inquinamento pazzesco. Questa è la prima motivazione. La seconda è che io sono sub e durante le immersioni quest’estate mi è capitato spesso di trovare delle reti o delle lenze e non sempre sono riuscita a portarle via. Questo ha creato in me veramente tanta frustrazione. La terza cosa è che io generalmente la mattina porto Polly a fare la passeggiata in spiaggia. In queste occasioni sono abituata a dare una ripulita alla spiaggia di Cagliari. Ma una ripulita di 20 minuti, mezz’ora, massimo un’ora, il tempo prima che suoni la campanella e devo entrare a scuola. A un certo punto mi sono accorta che avevo un bisogno mio personale di dedicare più tempo alla questione ambientale”.

Quali tappe hai già percorso nel tuo viaggio?
“Sono partita il 17 ottobre da Cagliari, sono passata per Napoli. Poi ho fatto Piana di Sorrento, Potenza, Matera, Altamura e Bari. Da lì ho preso il traghetto e sono arrivata a Patrasso in Grecia e dopo qualche tempo mi sono spostata in Turchia”. 

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Foto: Carola Farci

Come hai trovato i diversi Paesi che hai visitato? Ci sono delle differenze nella condizioni delle spiagge?
“Intanto empiricamente mi sembra che le spiagge esposte a Ovest siano nettamente più sporche di quelle esposte a Est. In Italia devo dire che – sebbene abbia trovato moltissime mascherine, moltissime sigarette e sebbene nella zona di Amalfi abbia trovato uno sporco tremendo – in generale ho trovato una situazione sporca ma non disastrosa. Invece ci sono zone veramente tragiche. Per l’esempio nella zona a Ovest del Peloponneso, per giorni ho raccolto 30-40 kg di spazzatura ogni giorno”. 

Dicevi che probabilmente dall’inizio del tuo viaggio sei arrivata a una tonnellata di rifiuti raccolti. 
“Ieri eravamo a 940 kg. Oggi non li ho ancora contati ma facendo due calcoli rapidi abbiamo superato gli 80 kg solo oggi, quindi sì abbiamo passato la tonnellata. Quando io sono partita da Cagliari mi chiedevo se in dieci mesi o un anno avrei recuperato 1000 Kg di spazzatura. Ovviamente speravo di no. Ma mi sono ritrovata ad averli recuperarti prima di tre mesi”.

Polistirolo trovato in spiaggia. Foto: Carola Farci

Quali sono i rifiuti che trovi più spesso?
“Se
devo farti una top 3 dei rifiuti ti dico che al primo posto in assoluto c’è il polistirolo. Mi piacerebbe chiedere che si faccia qualcosa per bandire veramente il polistirolo perché ce n’è una quantità nelle spiagge e riversa in mare che non si può immaginare”.

Più della plastica?
“Al secondo posto metterei le bottiglie di plastica e soprattutto i tappi”.

Terza posizione?
“Le reti, le lenze e i cordami. Dunque i materiali della pesca”.

Ma c’è bisogno di prendersi un anno sabbatico per ripulire le spiagge?
“Ma no, assolutamente. E soprattutto non è necessario abitare in un luogo di mare. Uno può scendere tranquillamente sotto casa e pulire il ruscello che c’è vicino a casa o il fiume. L’80-90% dei rifiuti che arrivano in mare vengono dai fiumi, soprattutto da quelli urbani. Ognuno di noi può dedicare mezz’oretta della propria giornata anche facendo una passeggiata o portando il cane a passeggio, a raccogliere ciò che vede”. 

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