Ne ha parlato durante le informative urgenti alla Camera e al Senato

Riunito di fronte ai senatori a Palazzo Madama, il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi è tornato a parlare della crisi energetica scaturita dal conflitto in Ucraina: “Il governo è pronto ad intervenire per calmierare ulteriormente il prezzo dell’energia ove questo sarà necessario e credo che sarà necessario”. 

Né al Senato né nella precedente informativa a Montecitorio, però, Draghi ha detto come il suo esecutivo intenderà muoversi.

L’ultimo decreto-bollette prevedeva la riduzione dell’Iva al 5% e degli oneri generali per il settore gas, un credito d’imposta per le imprese energivore e il rafforzamento del bonus sociale per le famiglie.

Precedentemente era intervenuto mettendo sul piatto 1,2 miliardi di euro nel III trimestre 2021, 3,5 miliardi nel IV trimestre e 5,5 miliardi nel I trimestre 2022.

Caro bollette, l’esempio spagnolo

“Tutta un’altra musica quella del governo spagnolo – ha scritto sul suo blog su Il fatto quotidiano Dario Balotta, esperto di energia e trasporti – che tempestivamente nel settembre scorso ha deciso la riduzione dell’Iva sull’energia elettrica dal 21% al 10% e l’abolizione dell’imposta sulla produzione di energia elettrica del 7%. Una riduzione netta di entrate pari a 1.4 miliardi”.

Non è chiaro, dunque, se il governo Draghi seguirà l’esempio spagnolo o se intenderà intervenire nuovamente attraverso l’istituzione di un fondo che però spalmerà il pagamento delle bollette nel tempo attraverso un aumento di tassazione (o il taglio di alcuni servizi).

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