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Bollette da 600mila euro, chiude catena di resort in Salento. Quasi 300 persone in cassa integrazione

hotel chiudono in salento a causa del caro bollette

Dopo più di 50 anni di attività il gruppo Caroli ha deciso di chiudere le cinque strutture turistiche che gestisce in Salento: “I costi dell’energia sono troppo elevati, non ci conviene”

Le bollette di luce e gas sono troppo elevate e il gestore di 5 hotel in Salento ha deciso di chiudere tutto e mandare a casa i circa 300 dipendenti. Il gruppo Caroli, che dal 1966 gestisce resort in Puglia, ha deciso dunque di gettare la spugna.

La decisione è stata presa dopo aver ricevuto le ultime bollette dell’elettricità e del gas e averle comparate a quelle dell’anno scorso: circa 600mila euro quelle degli scorsi mesi contro i 100mila nello stesso periodo dello scorso anno. Con questi costi restare aperti non conviene, dunque per i 275 dipendenti che lavorano nei diversi hotel del gruppo è stata chiesta la cassa integrazione. 

L’imminente chiusura è già stata comunicata alla Prefettura di Lecce, fa sapere Attilio Caputo, direttore generale del gruppo Caroli, che poi aggiunge: “Mi auguro che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura”. 

Caro bollette, primo grattacapo per il futuro governo

Se la chiusura delle 5 strutture turistiche gestite dal gruppo Caroli ha fatto scalpore per via delle dimensione dell’azienda, ci sono tante piccole o medie realtà che si trovano a fare i conti con lo stesso problema.

E se tanti hanno chiuso i battenti o stanno pensando di farlo, c’è chi resiste. Come la celebre gelateria Fassi a Roma che si è vista recapitare una bolletta da capogiro. Il titolare Andrea Fassi, però, in un’intervista a TeleAmbiente ha spiegato che nonostante tutto non vuole mollare e ha intenzione di reagire all’aumento dei prezzi di gas ed elettricità che stanno attanagliando migliaia di altri imprenditori in giro per l’Italia.

In questo contesto, l’attesa per le decisioni del prossimo governo che si formerà da qui a qualche settimana è altissima. Giorgia Meloni, che con molta probabilità sarà chiamata a guidare l’esecutivo, ha già spiegato che “la priorità è fermare la speculazione sul gas“. Ma allo stesso tempo bisognerà agire anche per aiutare famiglie e imprese. Sul piatto ci sarebbero tra i 10 e i 25 miliardi. Poca cosa rispetto ai 200 messi in campo dalla Germania. C’è da sperare che siano abbastanza per poter rilanciare un’economia che, secondo le stime di crescita, è destinata quasi inesorabilmente alla recessione.

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