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Energia, i sindaci al governo: “Ci serve 1 mld per le bollette, altrimenti tagliamo i servizi”

allarme dei sindaci ci serve un miliardo per il caro bollette

I sindaci italiani hanno lanciato l’allarme sulla mancanza di risorse per risolvere la crisi energetica che sta attanagliando gli enti pubblici: “Serve un miliardi di euro in più”

Il caro-bollette non dà tregua neanche ai comuni che in questi giorni stanno usando la calcolatrice per capire dove trovare i soldi per pagare i conti dell’elettricità senza tagliare i servizi. Il pericolo è concreto, come ha ricordato qualche giorno fa il sindaco di Torino Stefano Lo Russo che ha messo in dubbio la possibilità di poter continuare a garantire il funzionamento del trasporto pubblico locale allo stesso livello di oggi. “A questi ritmi – ha affermato Lo Russo – senza una forte coesione territoriale e un rapporto costruttivo con il governo, difficilmente potremo fare da soli”. 

Un “rapporto costruttivo con il governo” che, nei fatti, significa fondi aggiuntivi da Roma. “Bisogna cominciare a ragionare su 1 miliardo in più per i comuni da qui a fine anno: si rischia di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere completamente le luci sui monumenti e razionare i riscaldamenti”, ha detto senza mezzi Alessandro Canelli, delegato al fisco locale dell’Anci e sindaco di Novara.

“La situazione è molto pesante – avverte Canelli – perché non tutti i Comuni hanno lo stesso livello di criticità, questo dipende dai contratti di approvvigionamento, ma rispetto alla spesa storica di 1,6miliardi di euro finora il Governo ha aiutato il comparto con 820 milioni, erogati in varie tranche. Solo che adesso il costo complessivo è almeno il doppio. Gli aumenti variano dall’80% a 4 o 5 volte in più rispetto al passato e quindi è evidente che un altro intervento straordinario del Governo ci dovrà essere”.  

Caro-energia, la bollette spaventosa di Milano

La preoccupazione per la tenuta degli enti pubblici accomuna i grandi e i piccoli comuni allo stesso modo. Ma chiaramente le grandi metropoli sono quelle che stanno ricevendo le bollette più salate. Quella di Milano, ad esempio, “fa spavento”, per utilizzare le stesse parole del sindaco della città Beppe Sala.

Considerando la spesa per edifici pubblici, scuole, musei e illuminazione, il comune di Milano ha messo in conto 130 milioni di euro per il 2022. Circa 60 milioni in più dell’anno precedente.

Soldi che i comuni con le casse in ordine possono trovare – come Milano che il 23 settembre scorso ha deliberato un prelievo dal fondo di riserva di 12 milioni, a integrazione dei capitoli relativi ai consumi di energia elettrica, “tenendo conto dell’incremento della spesa mensile verificatasi principalmente nei mesi di luglio e agosto 2022”.

Ma chi non naviga nell’oro, con questa crisi energetica rischia di dover tagliare sui servizi.  “I Comuni non hanno risorse per poter aiutare i cittadini, questa è la triste realtà – ha detto Sala. – Immagino che il nostro Governo farà la sua parte. Credo che serva in questa fase dare sostegno e pompare moneta, una volta lo si faceva per incrementare i consumi, oggi per far sopravvivere il sistema. Ma deve arrivare dal Governo e, più su, dall’Europa”.

L’attacco di Codacons ai comuni: non tagliate i servizi ai cittadini

L’ipotesi di tagli ai servizi pubblici per rispondere al caro-bollette che sta preoccupando i sindaci italiani non piace a nessuno. Tantomeno alla Codacons, il Coordinamento per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Tanto da spingere il presidente Carlo Rienzi a lanciare una critica ai sindaci.

“L’emergenza energia – ha detto Rienzi – non si risolve certo tagliando i servizi ai cittadini per trasporti, illuminazione pubblica e strade gli utenti pagano tasse e imposte comunali e qualsiasi interruzione scatenerebbe il caos e aprirebbe la strada a controversie legali e azioni risarcitorie contro le amministrazioni”.

La posizione di Codacons è la stessa dell’Unione nazionale consumatori: “Le famiglie e le imprese sono ridotte sul lastrico e le risorse vanno concentrate su questa priorità”.

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