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Carne, una tassa “per salvare l’ambiente”. La richiesta di una ONG all’Ue

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L’ong True animal protein price ha lanciato una proposta radicale: una tassa sulla vendita della carne. L’associazione ha presentato uno studio secondo il quale una simile imposta permetterebbe agli stati di raccogliere 32 miliardi di euro all’anno.

L’Unione Europea potrebbe trovarsi presto a dover valutare l’introduzione di una tassa sulla carne, considerata dannosa per la salute e inquinante per l’ambiente. A lanciare la proposta l’organizzazione non governativa True animal protein price coalition (Tapp coalition) Si tratta di una tassa sulla vendita della carne che sia in grado di aumentare del 25 per cento il prezzo di una bistecca di manzo. Secondo quanto riferito dal quotidiano inglese The Guardian, numerose associazioni ambientaliste sostengono l’idea.

L’associazione ha presentato uno studio condotto dall’istituto di ricerca indipendente Ce Delft secondo il quale una simile imposta permetterebbe agli stati di raccogliere 32 miliardi di euro all’anno con i quali si potrebbero avviare programmi finalizzati a consentire agli allevatori e ai consumatori, rispettivamente, di produrre e mangiare carne di migliore qualità e a minor impatto.

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Ce Delft ha infatti analizzato il costo della produzione di carne in termini di emissioni di gas serra e altri inquinanti atmosferici, inquinamento delle acque, distruzione degli habitat naturali per far spazio agli allevamenti. Definiti questi costi ambientali, la ricerca ha proposto un aumento dei prezzi affinché i danni causati possano essere compensati. Ce Delft ha infatti analizzato il costo della produzione di carne in termini di emissioni di gas serra e altri inquinanti atmosferici, inquinamento delle acque, distruzione degli habitat naturali per far spazio agli allevamenti. Definiti questi costi ambientali, la ricerca ha proposto un aumento dei prezzi affinché i danni causati possano essere compensati.

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Jeroom Remmers, direttore di Tapp: “Gli europei consumano all’incirca il 50% in più di carne rispetto a quanto consigliato dalle linee guida sulla dieta. In questo modo, si potrebbero risparmiare miliardi di euro ogni anno riducendo i costi sanitari correlati”.

Secondo molti esperti, la riduzione nella produzione di carne è uno degli obiettivi da raggiungere per contrastare i cambiamenti climatici, per questo le istituzioni mondiali dovrebbero introdurre specifici interventi per scoraggiarne il consumo. Al momento, l’UE non si è ancora espressa sulla proposta presentata negli scorsi giorni da Tapp.

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