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Il piano di AZIONE per Roma. Intervista esclusiva a Carlo Calenda

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“Se diventassi sindaco le prime cinque azioni che farei sarebbero:piano di pulizia straordinaria, operazione Ama-Acea, tritovagliatori mobili per i rifiuti, partire con il piano recupero tari e quello dei trasporti”. In diretta Facebook intervista esclusiva a TeleAmbiente con Carlo Calenda, leader di Azione. A cura del direttore responsabile di TeleAmbiente, Stefano Zago.

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COVID-19 E RIAPERTURE

“Noi abbiamo mandato al governo un piano fatto sui numeri. Dire come dice Salvini apriamo dove si può è lapalissiano. Il problema è: dove si può? Il 15 maggio per noi non è la data delle riaperture, può essere la data del ritorno alla normalità. Ma su che base? Noi per quella data riusciremo a vaccinare con almeno una dose tutte le persone sopra i 70 anni e tutte quelle definite fragili.  Sappiamo che una dose copre per il rischio di conseguenze gravi, avendo così  un sistema più protetto. Ovviamente questo non basta. Devi anche sviluppare un sistema di tracciamento e di tamponi molecolari. Quelli antigenici non prendono le variabili oggi predominanti.

Per arrivare a questo obiettivo il 15 maggio noi adesso dobbiamo dire alle regioni di vaccinare solo queste categorie. Non possiamo andare avanti con i governatori che fanno quello che li pare. Quindi bisogna andare per età e fragilità. Nel frattempo, abbiamo fatto la proposta a Draghi, bisogna non fare i ristori, come è stato fatto l’ultima volta che fanno ridere,  ma dare l’80% della perdita a tutti gli imprenditori, professionisti e partite Iva, fino a 50mln di euro in fatturato. Sono tanti soldi, 35mld, ma è l’ultima volta. Bisogna dare qualcosa di massiccio, non piccoli ristori, si rischia se no di perdere il controllo del Paese”.

“I soldi che dai oggi per non far chiudere sono i soldi che non dai domani moltiplicati per riparare le conseguenze delle chiusure”.

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RECOVERY PLAN, PROPOSTE DA PRESENTARE ENTRO IL 30 APRILE

Abbiamo mandato un documento molto approfondito al governo in particolare su 3 categorie, le più colpite in assoluto, ovvero i giovani, le donne e i bambini. Queste categorie le stiamo davvero perdendo, erano già molto svantaggiate prima del Covid-19. Abbiamo un giovane su quattro che non solo non sta studiando o lavorando, ma non lo cerca neanche più. E’ una generazione persa.  Sull’arco della vita, dal bambino al giovane, abbiamo fatto delle proposte che spiegano esattamente cosa fare per raddrizzare una situazione che viene da lontano. Noi siamo oggi, lo dico nella maniera più brutale possibile, il Paese più ignorante d’Europa.  Nessun Paese, tranne Cipro e la Grecia, hanno i dati che abbiamo noi sulla preparazione dei giovani  alla fine del secondo ciclo scolastico (istituti tecnici o licei). Quando finiscono il 40% ha competenze troppo fragili, la media europea è 20, cioè la metà. Questo è un disastro educativo”.

“Dagli istituti tecnici superiori viene fuori un tipo di professionalità che sa gestire la parte di industria 4.0 in maniera molto pratica. La Germania ne diploma 800mila noi 10mila. Quelli che diplomiamo trovano subito lavoro, perché c’è richiesta di questa professionalità. Noi abbiamo proposto di portarli a 100mila e costa mezzo miliardo di euro l’anno. E’ un investimento molto buono, basta pensare a quanto spendiamo per quei giovani che non stanno trovando quel lavoro, molto di più. I giovani hanno un reddito enormemente inferiore  circa al 30% delle persone che hanno un lavoro più consolidato, ed è peggiorato nel tempo. Il governo precedente ha fatto un taglio delle tasse da 4mld spalmato su tutti i lavoratori. Se quel taglio lo fai sui giovani fino a 30 anni vuol dire azzerare le tasse ai giovani fino ai 25 anni, e dimezzarle dai 25 ai 30 anni, ovvero l’età in cui i giovani devono fare degli investimenti. E’ una scelta però: ci prendiamo cura dei giovani”.

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ELEZIONI SINDACO DI ROMA: PIANO RIFIUTI

Sono candidato con una lista civica cha parlerà a tutti i cittadini romani. Roma è in una condizione tragica, non solo per rifiuti e trasporti ma anche quella economica: Roma è l’unica capitale del mondo che va peggio del Paese che rappresenta. Sono 15 anni che Roma è in ostaggio di una classe dirigente non all’altezza, ma non mi riferisco solo ai sindaci ma di quello che frena l’attività nell’assemblea capitolina  dove si saldano tutti gli interessi tranne quelli dei cittadini romani. Quando ho parlato con i vari partiti politici io ho detto lo faccio se posso cambiare qualcosa, ma se poi mi sostenete ma ricandidare tutta la gente  che non ha fatto niente negli ultimi 15 anni io non lo faccio, o lo faccio per conto mio”.

“A Roma, dati del comune, il 44% delle strade non viene pulito regolarmente o del tutto, quindi una situazione drammatica. Abbiamo una differenziata al 45%, doveva essere al 65%, 16 punti sotto Milano e 20 sotto l’obiettivo della Raggi. Ma il problema è che noi spendiamo 170mln di euro l’anno per mandare i rifiuti fuori negli  impianti perché non ne abbiamo e nessuno li vuole fare. Il sistema perciò è andato in collasso. Il piano che abbiamo fatto ha due fasi: una di gestione dell’emergenza  e una di assetto definitivo. Abbiamo elencato gli impianti che vanno fatti, quelli che devono trattare l’organico e che devo aiutare a valorizzare il secco”.

Roma ha un’evasione della Tari di circa 200mln di euro l’anno. Si può abbassare la Tari, che oggi è la più alta d’Italia, semplicemente incrociando sei banche dati, che oggi nessuno incrocia, per verificare chi evade e chi no, e questo consente di abbassarla”.  

“Il nostro piano da 800mln di euro verranno presi dalla diminuzione della spedizione dei rifiuti fuori regione. Pensiamo inoltre che la soluzione sia una bio raffineria, c’è anche un progetto su Roma, sono strutture da cui puoi ricavare biocarburante, idrogeno e chiudono il ciclo completo di rifiuti”.

 “Per quanto riguarda AMA, così non va.  Deve essere incorporata nell’ACEA per fare, come succede in altre città, una grande multiutility che segue tutto il ciclo dei rifiuti, dalla spazzatura fino all’impiantistica”

 “La situazione è stata gestita in maniera disastrosa. Nessuno ha mai spiegato come raggiungere il 65%  di differenziata. Nel  nostro piano, per raggiungerlo rapidamente e a costi contenuti, noi contiamo di espandere soprattutto la raccolta porta a porta non domestica. Andiamo prima veloci dove costa meno e abbiamo risultati più veloci, questo cosa qualcuno l’hai mai fatta?”

TRASPORTI E MOBILITA’ A ROMA

“Il piano che presenteremo è a 5/10 anni perché il problema è che allo stato attuale non c’è una linea di metropolitana finanziata. Anche se iniziamo domani  e siamo molto rapidi è molto improbabile vedere qualcosa di serio prima di 7/8 anni. Il piano si focalizzerà sul miglioramento della qualità e della frequenza del servizio  delle ferrovie di superficie, a partire dalla Roma Lido, in un tempo di due anni. Lo sviluppo completo della rete infrastrutturale romana costa 12mld in 10 anni”.

“In merito alle piste ciclabili,  non sono una striscia d’asfalto buttata ovunque.  Sono fondamentali anche per dare un assetto urbanistico che funziona, eliminando le doppie file, ma devono essere fatte in maniera intelligente. Nel piano trasporti metteremo una cartella di analisi su ogni pista ciclabile fatta, spiegando quelle che vogliamo mantenere, sviluppare o cancellare.  Alcune sono state fatte veramente male”.

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Per ciascun municipio in cui sono stato abbiamo fatto un’analisi dettagliata, disponibile online, dove abbiamo inserito i problemi socio demografici ma anche la lista di tutti i problemi urbanistici. Stiamo cercando di fare una campagna elettorale come si dovrebbe fare, con una mole consistente di informazioni  da portare in un dibattito molto semplificato. Abbiamo pubblicato un grafico che spiega ai romani da dove parte un rifiuto come si divide, dove va, ma in modo intuitivo. Sono dell’idea che risolviamo i problemi della politica italiana con la consapevolezza. Se un problema non viene spiegato non puoi spiegare la soluzione e risolverlo”.

GRANDI EVENTI E OPERE INCOMPLETE A ROMA

Non si può dire di una città che non è pronta perché la devi rendere pronta ad ospitare grandi eventi. Abbiamo il Giubileo ma al momento non è stato fatto nulla e io sono preoccupato di questo, il tempo è praticamente esaurito. Roma è una città che deve avere grandi eventi, non solo le Olimpiadi, anche eventi capaci di attrarre grandi mostre, un mix di cose che renda la città attrattiva per spingere su un turismo che torna.  Quello congressuale ad esempio è poco sviluppato, ed è invece un turismo ricchissimo. Noi non abbiamo il viaggiatore, diverso dal turista, ovvero colui che viaggia e conoscendo Roma viene a vedere un altro aspetto, perché è quello il turismo che porta soldi”.

“Per le grandi opere rimaste incomplete bisogna andare opera per opera. La soluzione unica è trovare una vocazione perché demolirle e portarle a discarica costa delle cifre immense ma ogni caso va analizzato singolarmente”.  

 “Se diventassi sindaco le prime cinque azioni che farei sarebbero: piano di pulizia straordinaria, operazione Ama-Acea, tritovagliatori mobili per i rifiuti, partire con il piano recupero tari e  quello dei trasporti”

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