Biodiversità, Carlo Petrini: “Salvaguardia elemento molto sentito dai giovani”

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“Non c’è solamente una via di sviluppo per un territorio ma ce ne sono molte altre e metterle in sicurezza è uno degli elementi importanti di questa fase storica”. Intervista a Carlo Petrini, presidente Slow Food.

Da Roma parte The Road to Terra Madre, il percorso organizzato da Slow Food in tutte le regioni italiane per raccontare modelli concreti di “buone pratiche” che possono cambiare un sistema agroalimentare di cui la crisi climatica, la congiuntura pandemica e in ultimo la guerra in Ucraina stanno facendo emergere tutte le incongruenze.

Un percorso che conduce a Terra Madre Salone del Gusto a Torino, a settembre prossimo, e che vedrà protagonista il cibo buono, pulito e giusto per tutti. Il filo rosso della rigenerazione parte, dunque, da Roma con un viaggio che unisce, tra le altre, il Trentino alla Sicilia, la Campania alla Lombardia.

All’evento ha partecipato Carlo Petrini, presidente Slow Food: ” C’è da riflettere sui cambiamenti. Da un lato riguardano la nostra vita quotidiana, perché per certi aspetti questo sistema alimentare è causa di tante sofferenze, specialmente a livello ambientale. – spiega a TeleAmbiente –  Dall’altro lato le ricerche dimostrano che il concetto di sovranità alimentare non è ancora stato messo in pratica. La situazione è molto preoccupante da questo punto di vista, perché molti paesi si trovano sotto schiaffo in questa situazione causata dalla guerra in un’area che era un po’ il granaio d’Europa“.  E aggiunge: “Sostenibilità alimentare significa recuperare aree che abbiamo dato per scontato che non potessero essere luoghi di produzione agricola e che invece lo sono, e possono addirittura cambiare la socialità delle nostre città“.

Possiamo parlare di cibo come rigenerazione urbana?

Assolutamente, proprio per la sovranità alimentare, che significa recuperare aree che abbiamo dato per scontato che non potessero essere luoghi di produzione agricola e che invece lo sono. Possono addirittura cambiare la socialità delle città.

Con oltre 500 varietà coltivate di olivo Italia primo Paese per biodiversità olivicola

C’è questa realtà incredibile. Sia a livello di “cultivar”, che di territori e di savoir faire, la varietà olivicola e olearia del nostro paese è guardata con interesse da tutto il mondo. Non viene però riconosciuto a pieno il prezzo giusto all’olio, quindi bisognerebbe lavorare per sensibilizzare di più il consumatore rispetto a queste eccellenze.

Cozze di Taranto e biodiversità

La salvaguardia della biodiversità è un elemento molto sentito dai giovani. Anche questa esperienza di Taranto è importantissima perché nel piccolo sta a dimostrare che non c’è solamente una via di sviluppo per un territorio ma ce ne sono molte altre e metterle in sicurezza è uno degli elementi importanti di questa fase storica.

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