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CARCIOFI ALLA GIUDIA, NON SONO KOSHER. MA NON TUTTI SONO D’ACCORDO

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Carciofi Giudia. La comunità ebraica italiana sta discutendo sui carciofi ed il rabbinato centrale di Israele ha deciso che i carciofi alla giudìa non sono kosher.

Il carciofo alla giudìa, uno dei simboli della più antica gastronomia ebraico-romana, è al centro di una disputa rovente. La discussione ha coinvolto anche il Gran Rabbinato d’Israele, cioè la massima autorità spirituale dell’ebraismo. Si parla dei carciofi alla giudìa, piatto tipico della tradizione ebraica italiana. Si preparano con le mammole, un tipo di carciofo senza spine, che vengono fritte nell’olio a testa in giù e poi mangiate una foglia per volta. Qualche mese fa il Gran Rabbinato li ha giudicati non kosher , ovvero  impuri. “Il cuore dei carciofi è pieno di vermi, e la maggior parte degli insetti non sono considerati kosher. Non può essere kosher”, ha spiegato ad Haaretz il rabbino Yitzhak Arazi, responsabile della divisione del Gran Rabbinato che si occupa delle importazioni, vietandola in Israele.

La comunità ebraica romana non l’ha presa molto bene. Ariel Toaff, figlio di un ex rabbino capo di Roma, ha detto ad Haaretz che il divieto del Gran Rabbinato non ha senso, che a Roma «i carciofi si trovano a ogni cena della pasqua ebraica perché la loro forma circolare richiama la continuazione della vita».

Ma la decisione del Gran Rabbinato ha generato delle polemiche anche all’interno della comunità italiana. Ilan Dabush, proprietari dei locali della catena Ba’Ghetto a Roma e a Milano, nei suoi ristoranti continua a servire i carciofi alla giudìa. Ma a Milano ha smesso perché «la comunità milanese sembra avere degli standard più severi». In  futuro potrebbe riprendere a servirli seguendo le richieste del Gran Rabbinato: pulire completamente i carciofi e friggerli separatamente, per poi ricomporli alla fine. Non avranno lo stesso aspetto ma non ci sono altre soluzioni.

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