Home Attualità Carbonio 14, anche nei fondali oceanici: risultato degli esperimenti atomici

Carbonio 14, anche nei fondali oceanici: risultato degli esperimenti atomici

Radioattività. Trovato il carbonio 14, isotopo radioattivo del carbonio, nella profondità più remota dell’oceano: la Fossa delle Marianne. Presente in elevati livelli nei crostacei che abitano i fondali. Deriverebbe dagli esperimenti delle bombe nucleari e sarebbe penetrato fin lì attraverso la catena alimentare. Lo ha rivelato uno studio pubblicato su “Geophysical Research Letters” e ripreso da “Le Scienze”. 

Penetration of Bomb 14C into the Deepest Ocean Trench” , questo è il titolo dello studio pubblicato su su “Geophysical Research Letters”, lo scorso aprile,  sulla penetrazione del carbonio 14 (radiocarbonio) derivante dagli esperimenti atomici, fino alle profondità oceaniche della “Trench“, la Fossa della MarianneLo studio, ripreso dalla rivista “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American” , ha dimostrato come gli esperimenti delle bombe nucleari avrebbero contaminato il pianeta dall’atmosfera fino all’abisso oceanico. 

LA FOSSA delle MARIANNE
Nella Fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, 10.994 metri sotto il livello del mare, collocata tra GiapponeFilippine Nuova Guinea, il carbonio 14  sarebbe penetrato attraverso la catena alimentare.  Esso è stato infatti rinvenuto nei tessuti  e negli intestini dei crostacei che abitano i fondali di questa depressione, in quantitativi tali da lasciar individuare l’origine proprio nelle bombe nucleari.

IL CARBONIO 14
Il carbonio 14, un isotopo radioattivo del carbonio, viene prodotto quando i neutroni delle reazioni nucleari collidono nell’atmosfera con gli atomi di azoto. Esso è anche prodotto in modo naturale, ma a livelli di bassa entità, dai raggi cosmici che bombardano l’atmosfera.
Nell’atmosfera, i livelli di questo isotopo sono più che raddoppiati, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, a causa degli esperimenti delle bombe nucleari, la prima delle quali risale al 1945. Una piccolissima quantità di esso è decaduta, mentre il resto si è diffuso in tutto il mondo e attraverso l’anidride carbonica è stato assorbito dalle piante, che vengono poi mangiate dagli animali, compresi gli esseri umani. Attraverso la misurazione dei livelli di carbonio 14, gli scienziati sono in grado di tracciare gli effetti delle detonazioni nucleari in superficie.

NELL’OCEANO
Perché poi dall’atmosfera penetri in una profondità oceanica come quella della Fossa delle Marianne, attraverso la circolazione oceanica naturale, occorrerebbero circa mille anni. Infatti i test hanno dimostrato che la presenza di carbonio 14 nelle acque è di scarsa entità. Non così invece per quanto riguarda i tessuti e i contenuti intestinali dei crostacei che abitano i fondali.

I ricercatori hanno infatti trovato negli animali livelli di isotopi molto più elevati che nelle acque circostanti. Secondo i ricercatori la via di diffusione dell’isotopo, in questo caso, sarebbe stata la catena alimentare. Il carbonio 14 sarebbe stato assorbito attraverso l’ingestione della materia organica, compresi gli escrementi e le carcasse degli organismi di superficie, sprofondata lungo la colonna d’acqua.