Pensare globale, agire locale. È questa la filosofia che orienta l’Arma nel settore della tutela forestale, ambientale e agroalimentare. Nell’intervista di Stefano Cazora, pubblicata sul sito dei Carabinieri, il Comandante Generale, Teo Luzi, spiega la complessa missione per contribuire a garantire una migliore qualità della vita.

Tutte le attività, da quelle più semplici di prevenzione e contrasto ai comportamenti illeciti diffusi, fino alle grandi operazioni contro le ecomafie o alla gestione e custodia del più importante sistema nazionale di Aree Naturali protette costituito dalle 149 Riserve Statali e foreste demaniali, contribuiscono in modo incisivo ed esemplare a salvare il Pianeta da inquinamento e cambiamenti climatici, promuovendo al contempo cultura della legalità e comportamenti virtuosi.

“Una missione complessa ma entusiasmante – spiega il Comandante Generale dell’Arma Teo Luzi in cui i Carabinieri sono responsabilmente impegnati in prima linea a fianco del mondo del volontariato nella battaglia per la tutela della vita e della sua qualità”.

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I boschi sono il più grande serbatoio di anidride carbonica, assolvono il proprio compito continuamente e gratuitamente, per questo è importante conoscerne consistenza e stato di salute.

Il loro ruolo è riconosciuto come strategico anche nel Green Deal Europeo.

I dati dell’ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio recentemente presentanti in occasione della Pre-COP 26 di Milano sono in tal senso molto confortanti: l’avanzata dei boschi, nonostante la cementificazione, l’impoverimento dei suoli e gli incendi, non si arresta, con un aumento nell’ultimo decennio di circa 587.000 ettari rispetto all’ultimo censimento risalente al 2005.

La superficie forestale raggiunge gli 11 milioni di ettari e aumenta l’anidride carbonica assorbita dai boschi di ben 290 milioni di tonnellate.

Con ben 9.000 punti di campionamento distribuiti su tutto il territorio nazionale, la rete dell’Inventario gestita dall’Arma fornisce importanti informazioni per la lotta ai cambiamenti climatici.

Una sorta di termometro verde in grado di valutare il contributo delle foreste alla mitigazione della febbre planetaria.

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A partire dal 2017, anno della fusione con il Corpo forestale dello Stato, si è registrato un significativo incremento dei risultati operativi.

Oggi l’Arma dispone di un assetto organizzativo che raccoglie la sfida di ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema con la consapevolezza di quanto sia fondamentale per gli esseri viventi.

Il punto di forza risiede nell’unitarietà informativa e nella stretta integrazione con il capillare reticolo dei presidi sul territorio che garantisce a sua volta un sistema di allerta e di intervento diffuso ed efficiente che sta dando frutti positivi.

In aumento sono soprattutto i controlli da parte dei Carabinieri forestali, passati dai circa 13.000 del 2016 agli oltre 17.000 del 2020.

In aumento anche i reati perseguiti con un + 26% tra il 2018 e il 2019 e un + 5,6% tra il 2019 e il 2020, nonostante gli effetti dell’emergenza pandemica.

In crescita anche gli illeciti amministrativi: ben 45.600 con un incremento dell’8,4%.

I dati evidenziano quanto sia importante, in questo settore, non solo e non tanto l’attività di repressione degli illeciti, ma anche quella di prevenzione, nell’ottica di una polizia ambientale di prossimità.

Un reato contro la natura in genere, come può essere l’incendio boschivo o l’inquinamento di suolo e acqua, produce fenomeni di alterazione e distruzione degli habitat che possono essere anche di lunghissima durata e in certi casi irreversibili.

I tempi della natura non sono quelli degli uomini e noi dobbiamo intervenire non solo perché i criminali vengano assicurati alla giustizia, ma soprattutto perché i reati contro l’ambiente non vengano portati a compimento.

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Una lotta senza quartiere anche a chi attenta a fauna e flora, alla qualità del nostro patrimonio agroalimentare e al territorio.

I risultati positivi di attuazione del Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici messo a punto insieme all’ISPRA hanno trovato il consenso anche dell’Unione Europea e, grazie a una più incisiva azione in generale contro i prelievi illegali di specie protette, è stato possibile ridurre questo odioso reato.

Altrettanto riprovevole è l’attentato al patrimonio agroalimentare nazionale che mina le basi del brand “Made in Italy” conosciuto in tutto il mondo.

Pensiamo alle recenti operazioni condotte dai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare che hanno portato alla luce la truffa della salsa di pomodoro etichettata come 100% italiana e che in realtà conteneva rilevanti percentuali di pomodoro estero.

Il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico e il 16,6% del territorio nazionale è soggetto ad alto pericolo di frane e alluvioni.

L’Italia per conformazione geologica e orografica è particolarmente esposta a tali rischi ed è per questo che la mano dell’uomo deve prevenire e programmare interventi di salvaguardia.

L’Arma concorre al controllo del territorio per la prevenzione del dissesto idrogeologico, collabora allo svolgimento dell’attività straordinaria di polizia idraulica e assolve i compiti di polizia forestale.

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Il passaggio della dipendenza funzionale del Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali al Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica potrà migliorare ulteriormente l’operatività complessiva di questa specialità?

L’Organizzazione forestale dell’Arma, che per la maggior parte deriva dalla fusione con il Corpo forestale dello Stato, assolve compiti di tutela dell’ambiente che nel tempo sono diventati sempre più afferenti alle materie del Ministero dell’Ambiente il quale, nella nuova ridefinizione, assume una connotazione non solo mirata alla conservazione e salvaguardia, ma anche di accompagnamento verso una produzione sostenibile.

La nuova dipendenza funzionale principale delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dal Ministero della Transizione Ecologica rappresenta a tutti gli effetti un passaggio epocale.

Nell’attuale congiuntura storica, che vede il Dicastero titolare di importanti competenze aggiuntive e di ingenti risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la transizione verso la decarbonizzazione del sistema produttivo in favore di un’economia più sostenibile e circolare, si intravedono enormi potenzialità.

In questo senso, l’Arma può svolgere un ruolo centrale con competenze e professionalità in grado di valutare e orientare la realizzazione degli interventi nella direzione di una effettiva transizione ecologica.

Né verrà meno la storica collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, soprattutto nel settore della tutela agroalimentare e in tutte le altre materie in cui sarà richiesto il concorso.

 

Nonostante una maggiore presa di coscienza delle emergenze ambientali e delle conseguenze che queste possono avere sulla salute e sul benessere umano, c’è molto bisogno di diffondere una cultura orientata al rispetto dell’ambiente e delle norme che l’ordinamento giuridico pone a sua tutela, non sempre ben conosciute.

L’educazione ambientale rientra a pieno titolo nelle attività dell’Arma dei Carabinieri. A breve rinforzeremo la consolidata e proficua collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, con il quale da tempo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, tramite un accordo che, per la prima volta, prevedrà anche la formazione per i docenti.

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L’Arma, per quanto oggi prima Forza di polizia ambientale europea, ha però bisogno della collaborazione da parte di tutta la comunità.

Non siamo soli in questa articolata missione. Da tempo abbiamo stretto rapporti di collaborazione con il mondo del volontariato e delle associazioni ambientaliste, agricole, venatorie, produttive, con i centri di ricerca scientifica e le università.

Lavoriamo fianco a fianco in un rapporto osmotico di saperi e informazioni che sono fondamentali, tanto nelle attività preventive e di educazione, quanto in quelle repressive degli illeciti.

Sono tantissimi gli enti pubblici e privati che ci affiancano proficuamente per difendere il nostro territorio insieme alle Regioni, con molte delle quali abbiamo avviato solide forme di collaborazione.

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Il vostro pensare globale vi porta spesso oltre i confini nazionali.

La materia ambientale è uno dei principali temi nell’agenda della comunità internazionale ed è quindi un’opportunità da cogliere per promuovere anche all’estero il nostro expertise istituzionale.

Penso al protocollo d’intesa con la FAO che ha attivato nuove sinergie nella lotta ai cambiamenti climatici, nella protezione dei parchi, delle foreste e della biodiversità.

In questo senso recentemente sono state avviate iniziative per fornire un contributo alla prevenzione degli incendi boschivi, per il potenziamento delle attività CITES e della certificazione di qualità e sicurezza dei prodotti agroalimentari.

Questa esperienza pone l’Arma quale Forza di polizia ambientale d’eccellenza in Europa. Capacità che sono state confermate con l’assunzione in ambito europeo della Drivership per il 2022-25 del settore crimini ambientali.

Presto nell’area del Parco Nazionale del Circeo, a Sabaudia, nascerà il Centro di Eccellenza internazionale per l’ambiente e la cura del territorio.

L’idea portante si basa su una partnership istituzionale con le Agenzie ONU di riferimento per le questioni ambientali, con le quali promuovere piani di formazione a favore dei Paesi in via di sviluppo.

Il Centro permetterà di integrare elementi di governance ambientale presso Stati che necessitano di acquisire abilità ed esperienze, affinché il loro sviluppo economico sia anche sostenibile sul piano ecologico.

Notevole è anche la collaborazione tramite il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha permesso di avviare corsi di formazione in Ruanda, Uganda, Namibia e Zambia per il personale di sorveglianza dei parchi contro il dilagante fenomeno del bracconaggio.

In Kosovo un team specialistico di carabinieri forestali ha supportato le autorità locali nel contrasto al taglio illegale di legname.

Sempre in quest’ottica è stata istituita la figura dell’esperto in capacity building presso l’Ambasciata d’Italia in Addis Abeba a favore dell’Unione Africana con il compito di fornire consulenza anche negli ambiti della salvaguardia forestale, ambientale e agroalimentare.

 

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