capri faraglioni

A Capri, sotto gli iconici faraglioni, un gruppo di scienziati sta piantumando le foreste subacquee tipiche del Mediterraneo andate distrutte a causa della pesca illegale di datteri di mare

Piantumare foreste marine sotto i faraglioni di Capri per combattere la desertificazione prodotta dalla pesca illegale di datteri di mare. È questo l’obiettivo del progetto attualmente in corso sull’isola del golfo di Napoli e che vede protagonisti alcuni ricercatori dell’Università di Trieste.

Si tratta del team CoNISMaConsorzio nazionale interuniversitario per le Scienze del mare. Un gruppo di esperti di alghe e piante marine che è stato chiamato dal comune di Capri per risolvere un problema assai importante: la desertificazione dei faraglioni.

Capri, desertificazione dei fondali

Per diversi anni i celebri e imponenti faraglioni di Capri sono stati vittime della pesca illegale di datteri di mare. Si tratta di molluschi che, per sopravvivere, hanno bisogno di innestarsi nella roccia calcarea. Per pescarli è necessario distruggere tutto ciò che c’è intorno. Motivo per cui la pesca e il consumo sono illegali.

Ma per molti anni la pesca di questi molluschi è continuata fino a provocare danni imponenti ai faraglioni. Tra cui, appunto, la desertificazione dei fondali.

L’obiettivo degli scienziati, dunque, è ripristinare la biodiversità marina tipica della zona. “A Capriha spiegato Annalisa Falace, docente di Algologia dell’Università di Trieste e referente scientifico del progetto “Ripristino ambientale dei faraglioni di Capri – stiamo lavorando su popolamenti superficiali e profondi oltre i 40 metri, utilizzando per la prima volta anche altri approcci innovativi recentemente sviluppati dal nostro gruppo di ricerca, perché l’intervento di ripristino abbia la massima efficacia con il minimo impatto sui Faraglioni, che rappresentano un ambiente estremamente delicato e di pregio non solo dal punto di vista biologico ed ecologico ma anche paesaggistico”. 

I lavori proseguiranno per tutta l’estate con la speranza che possano essere sufficienti a innestare nuove foreste marine.

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