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A Barcellona 290 “capre anti-incendio” hanno permesso di abbattere il numero di roghi

capre e pecore anti incendio a barcellona, in spagna

In Catalogna capre e pecore vengono utilizzate per abbattere il numero di incendi boschivi che imperversano nella zona in estate. Ecco come

Prevenire è meglio che curare. Il vecchio adagio vale anche quando si parla di incendi. E il comune di Barcellona, in Spagna, lo ha utilizzato nel migliore dei modi.

Attivando un programma – partito ad aprile e terminato lo scorso luglio – che ha abbattuto sensibilmente il numero di incendi scoppiati a partire da agosto in boschi e foreste a ridosso della città.

Protagoniste di questo programma sono state 290 tra capre e pecore. Gli animali sono stati condotti all’interno del parco naturale di Collserola, polmone verde della città esteso 8mila ettari e soggetto a più di 50 incendi estivi ogni anno. 

Qui è stato chiesto loro di… pascolare e mangiare. Niente di più, dunque, di quello che capre e pecore fanno regolarmente. Ma facendolo in quel posto, di fatto hanno diminuito sensibilmente il numero degli incendi.

Pascolando, hanno calpestato la vegetazione secca e quindi più soggetta agli incendi. Mangiando, hanno eliminato del tutto parte del combustibile.

Niente di nuovo, spiegano dal comune. Perché si tratta di un metodo di prevenzione degli incendi utilizzato per secoli e poi, con la “modernità” andato in disuso.

“Non stiamo inventando nulla di nuovo qui”, ha confermato al Guardian Guillem Canaleta della Fondazione Pau Costa, un’organizzazione no-profit catalana che aveva già lavorato allo stesso programma nel 2016 nella provincia di Girona, vicino a Barcellona. Quello che stiamo facendo è recuperare qualcosa che già esisteva e che stava scomparendo”, ha concluso. 

Se in Catalogna questa pratica è stata rispolverata soltanto di recente, in un’altra regione spagnola, quella più meridionale, le cose vanno diversamente.

Il governo dell’Andalusia, infatti, già una ventina d’anni fa aveva iniziato a pagare i pastori per attraversare le pianure e le valli ricoperte di vegetazione con i loro animali. Da allora il programma regionale è cresciuto fino a includere più di 100.000 animali, risparmiando ai funzionari circa il 75% del costo della bonifica meccanica del terreno.

 

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