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Contrasto al Caporalato, via libera al Tavolo operativo

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Caporalato. Con il decreto del Ministero del Lavoro del 4 luglio 2019 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.206 del 3 settembre 2019) è stato istituito il Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Il decreto, siglato dal Ministero del Lavoro con il Ministro delle Politiche Agricole, della Giustizia e dell’Interno, introduce nuove regole in materia di organizzazione e funzionamento del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

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Le funzioni del tavolo sono le seguenti:

  • predisposizione del Piano triennale che individua le principali linee di intervento;
  • indirizzo e programmazione delle attività istituzionali finalizzate al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura;
  • monitoraggio sull’attuazione degli interventi previsti dal Piano triennale; monitoraggio sull’attuazione della legge n. 199 del 4 novembre 2016;
  • coordinamento delle azioni intraprese dalle diverse istituzioni attraverso la gestione condivisa degli interventi volti alla prevenzione del fenomeno, ferme restando le competenze delle forze di polizia e dell’autorità di pubblica sicurezza ai sensi della legge 1° aprile 1981, n. 121;
  • condivisione delle buone prassi sperimentate a livello locale e loro possibile riproduzione in altre realtà territoriali;
  • condivisione e confronto sulla programmazione dei pertinenti fondi europei per il finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al caporalato;
  • elaborazione di proposte normative relative al contrasto e alla prevenzione del fenomeno; collaborazione con la cabina di regia e con le sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità.

Intanto entra nel vivo il percorso per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare e della cooperazione industriale, in scadenza il 30 novembre, che interessa circa 400 mila lavoratrici e lavoratori suddivisi in oltre 36 mila aziende grandi e piccole.

Oggi a Roma l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati.

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Martedì 10 settembre si aprono ufficialmente a Roma le trattative per il rinnovo, che Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil affrontano partendo dalla piattaforma approvata nel luglio scorso.

“Siamo alla vigilia dell’apertura della trattativa per il contratto più importante della nostra categorie, quello dell’industria agro-alimentare che coinvolge più di 450mila lavoratori – afferma in un’intervista il segretario generale dalla Flai Cgil, Giovanni Mininni – un settore in crescita, un contratto importante perché il primo ad andare a trattativa con una piattaforma unitaria discussa nelle fabbriche e approvata da 750 delegati accogliendo molti loro emendamenti dopo un loro coinvolgimento molto forte”.

Non sono state poche in queste settimane, le notizie di sgomberi di baraccopoli o morti sul lavoro nel settore agricolo.

“Anche quest’anno l’abbiamo portata avanti contrastando il caporalato con la nostra modalità: il sindacato di strada – spiega Mininni – abbiamo presidiato i campi con i nostri mezzi mobili (auto e furgoni della Flai)  cercando di sindacalizzare il maggior numero di braccianti. Se l’anno scorso abbiamo portato con noi alcuni sindacalisti bulgari e rumeni a Castel Volturno in Campania, quest’anno avevamo con noi in Puglia nel foggiano alcuni sindacalisti senegalesi. È un esperimento che funziona: ci permette di avvicinare più facilmente i lavoratori che si fidano vedendo loro connazionali e possono parlare più facilmente. In più gli stessi sindacalisti quando tornano in patria raccontano il livello di sfruttamento a chi vuole partire verso l’Italia”.

A fare notizia sono anche le denunce dell’Usb di Aboubakar Soumahoro o il vostro ex delegato Yvan Sagnet.

“Non voglio entrare nei personalismi – conclude il segretario generale dalla Flai Cgil – dico solo che, nel massimo rispetto verso di loro, si tratta di personaggi mediatici che fanno interventi spot, come quello a Bari. Per risolvere problemi complessi come il caporalato serve il lavoro di un’organizzazione. A costo di apparire demodè io ai miei delegati chiedo di stare nei campi, non in televisione. Poi, certo, assieme possiamo essere più forti”.

 

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