CANNUCCE DI PASTA, LE ALTERNATIVE POSSIBILI ALLA PLASTICA

Cannucce di plastica. Si amplia il progetto di turismo #PlasticFree per l’abbattimento della plastica intrapreso dalla struttura balneare Dum Dum Republic in Cilento in difesa degli oceani e delle spiagge. A Salerno i maccheroni di zito sostituiscono le cannucce di plastica.

Continuano le campagne #zerocannucce #plasticfree in tutta Italia. A Salerno 20mila cannucce di plastica in meno in due mesi, sostituite dal maccherone di zito. Una cannuccia di plastica si usa per 20 minuti mentre per smaltirla occorrono 500 anni, come rivela l’associazione Marevivo. Esistono alternative con zero impatto sull’ambiente, dalle cannucce biodegradabili o compostabili, oppure cannucce riutilizzabili di vetro, acciaio e bamboo, o ancora idee come cannucce ricavate dalla pasta.

Il Dum Dum Republic è un esempio di come sia possibile avere una visione green, evitando il monouso e, dove è necessario, consentire solo l’utilizzo di materiale biodegradabile. Piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio , bottiglia di vetro e vassoi di legno. “Questa è una battaglia che ci accompagnerà in futuro – sottolinea Biancaluna Bifulco titolare del Dum Dum Republic  – Siamo già felici, perché tutta la nostra clientela non ha assolutamente protestato per la mancanza di cannucce, anzi sono tutti felici di contribuire a questo percorso, entusiasti di contribuire a questo percorso, si sentono parte di una comunità e questo crea anche maggiori legami con la clientela, nel condividere un obiettivo che va al di là della filosofia di una festa o di un locale”.

Vincitrice di recente anche del “Premio FABBRICA DELLE IDEE 2018 – STORIE VINCENTI MADE IN CAMPANIA”,  il Dum Dum Republic ha scelto anche l’acqua WAMI – Water With a Mission, tra le start-up italiane più virtuose in tema di acqua e sostenibilità ambientale e sociale, sostenendo la sua missione di cambiare il mondo una bottiglia alla volta. Con ogni bottiglia eco-friendly 100% riciclabile e riutilizzabile, infatti, vengono donati 100 litri di acqua a chi ne ha bisogno. L’acqua WAMI sgorga a 1600 metri di altitudine nelle Alpi italiane, da una sorgente oligominerale del gruppo San Bernardo, incontaminata e nota per le sue proprietà organolettiche. WAMI vuole dare la possibilità a chi oggi consuma quotidianamente acqua in bottiglia di fare una scelta più etica e responsabile. Oltre che donare acqua a chi ne ha bisogno, la start up si è anche impegnata anche in termini di sostenibilità. Il packaging è 100% riciclabile e realizzato con il 50% di plastica riciclata r-PET, il massimo consentito in Italia. Inoltre, per minimizzare ulteriormente l’impatto ambientale, l’azienda pianta alberi in Italia, al fine di contribuire al riassorbimento della CO2 emessa dal processo produttivo.

“Mediamente un cliente compra tre bottigliette, che  moltiplicate per mille diventano 3mila bottiglie di plastica che residuano in un solo sabato o in un week end. Da qui parte la scelta di sostenere la start-up Wami, Water With a Mission, nata da un’idea meravigliosa di Giacomo Stefanini, un ragazzo giovanissimo che ha pensato di lanciare questa bottiglia di plastica interamente riciclabile e riutilizzabile con una splendida veste grafica. La società che produce si impegna a donare l’acqua, realizzando pozzi nei paesi che non ne hanno. Un processo trasparente che può essere seguito nel suo percorso attraverso la tracciabilità su internet. Per ogni bottiglia venduta si riduce l’inquinamento piantando alberi”, spiega Biancaluna Bifulco.

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