Breaking News

CANNAVACCIUOLO CHEF SPELACCHIO BECCATO DAI NAS

Condividi

Roma. L’ultima (barzelletta!) di questo scorcio di 2017 è di Antonino Cannavacciuolo e ci arriva da Torino, direttamente dal Bistrot dello chef pluristellato, principe di adunate mangerecce da stadio e di tanti programmi in Tv, in cui non spiega il cibo, ma come venderlo.

Famoso il suo stage, davanti a 1400 osannanti, alla stadio Olimpico, tribuna Monte Mario di Roma gremita, per una sessione “formativa” al costo di 344 euro, ovviamente per l’intera giornata.

All’alba del 2018 Antonino Cannavacciuolo da Vico Equense una barba ben portata nonostante i 42 anni, e la parlantina di chi, stazza e statura in fotocopia, ha estromesso il povero Gianfranco Vissani che in tv inventò il personaggio televisivo dello chef, che non insegna, ma al massimo assaggia, ti maltratta e ti spiega come ti andrà la vita se seguirai le sue “dritte”.

 

Una notorietà ai limiti dell’invadenza. Una presenza in Tv da far invidia a Mike Bongiorno, con la differenza che il Cannavacciuolo nel giro di pochi anni, è andato oltre il raddoppio.

Dopo il pluristellato Villa Crespi sul lago d’Orta, ha raddoppiato con il Cannavacciuolo cafè&bistrot a Novara, per poi triplicare, sempre in Piemonte, a Torino,con  il Cannavacciuolo Bistrot in via Umberto Cosmo, a due passi dalla suggestiva chiesa di San Giovanni di Dio.

I prezzi dell’ultimo bistrot? Sempre per tutte le tasche. Anzi “abbordabili”, come recita la guida di presentazione del Cannavacciuolo Bistrot, che alla modica cifra di 60 euro vi offre il menù “SIPARIO” con la bellezza di 5 portate, vini e acque rigorosamente esclusi.

Se invece del Cannavacciuolo amate tutto e della fiducia avete fatto il vostro credo ecco il menù più profetico di tutti: “A OCCHI CHIUSI”, 75 euro ovviamente sempre bevande rigorosamente escluse.

E come va la vita del Cannavacciuolo?

Bene. Molto bene. Benissimo si direbbe. Prima che i NAS apparissero all’orizzonte.

Saranno state le denominazioni (davvero profetiche!) dei menù a insospettirli?

Fatto sta che i NAS, a occhi ben aperti  quel sipario lo hanno alzato e la scorsa settimana, in una indagine ispettiva a sorpresa, hanno scoperto una vera cucina da incubo, con tutta una serie di prodotti in surgelazione, carne, pesce, pasta, di quella ovviamente e rigorosamente fatta in casa, dolci e anche ortaggi.

Di tutto questo, ovviamente sul menù non esisteva informazione che, secondo legge, deve essere certificata con il classico asterisco che informa del prodotto surgelato.

E non è tutto. E’ risultata anche non corretta la registrazione delle cibarie portate in cucina (multa di 1500 euro). E quindi il Bistrot si è beccato  “la denuncia a piede libero” per frode in commercio che ha riguardato la moglie e proprietaria della licenza Cinzia Primatesta Cannavacciuolo, responsabile della catena di locali Ca. Pri. cui è intestato anche quello di Torino e  il direttore del locale Giuseppe Savoia.

E come ha replicato l’ineffabile Cannavacciuolo? Con un classico allo Spelacchio: e che dovevo fare? Lo fan tutti! E poi, un altro classico “il pesce deve essere abbattuto”, infine il colpo di genio, degno del principe della risata Totò: “Quei prodotti in freezer non erano per i clienti, ma per noi. Dovremo pur mangiare, no?”

Spelacchio, appunto! che in giro per il mondo ha mandato l’immagine di Roma, di un albero capitato per caso a piazza Venezia, senza che nessuno abbia colpa né responsabilità

Infine lo chef pluristellato ha voluto toccarci sui sentimenti con un bel “verrebbe voglia di andare via, di andare all’estero“, dove come si fa sul terreno delle sofisticazioni sono ben più tolleranti che in Italia.
Ma il sor Cannavacciuolo all’estero c’è mai andato?

Glielo consigliamo di cuore, anche per la qualità della nostra vita. E del nostro portafogli.

(Visited 245 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago