Animali

Russia, svelato il mistero dei cani blu: sono stati avvelenati

Condividi

I cani blu avvistati nella città di Dzerzhinsk, situata nella regione russa di Nizhny Novgorod, sono stati avvelenati: i cani presentano lievi sintomi di avvelenamento causati da alcune sostanze impegnate nell’industria che contengono solfato rameico. E’ stata individuato il sito industriale dal quale provenivano.

Nella struttura i veterinari hanno constatato che i cani presentano alcuni sintomi di avvelenamento lieve con le sostanze tossiche, specialmente con alcune sostanze impegnate nell’industria che contengono solfato rameico. Dopo la prima analisi della salute dei cani blu, i volontari hanno iniziato setacciare la città, cercando la fonte dell’avvelenamento degli animali”, lo scrive in un post lo scrittore di origine siberiana, Nicola Lilin

Foto e video di cani blu sono circolati sul social Vkontakte, una sorta di Facebook russo, lo scorso 11 febbraio e hanno già fatto il giro del mondo. Le foto, scattate da residenti locali vicino allo stabilimento di Dzerzhinskoye Orgsteklo, una fabbrica in disuso che ha chiuso per problemi finanziari sei anni fa, sono state analizzate per verificarne la veridicità. Secondo gli esperti il colore azzurro sarebbe il risultato di una contaminazione chimica attribuibile agli scarti aziendali dell’impianto chimico abbandonato presente in quella zona.

Le ricerche dei volontari animalisti del luogo dove i cani si sono colorati di blu sono andate a buon fine: è stato individuato il sito industriale appartenente all’azienda dichiarata in bancarotta nel 2015. Si tratta di ex industria impegnata nella produzione di vetro che sul territorio della fabbrica, ormai abbandonata da anni, ha lasciato incustodita una grande quantità dei materiali chimici diversi, molti dei quali sono nei contenitori aperti o non sigillati. – afferma Nicolai Lilin – Attualmente i volontari cercano di costringere l’amministrazione della città di occuparsi della bonifica del sito pericoloso per gli animali e per le persone”. 

A confermare l’esistenza della fabbrica Dzerzhinskoye Orgsteklo, che quando era attiva produceva acido cianidrico e plexiglass, è stato Andrey Mislivets, il curatore fallimentare che al Daily Mail non ha escluso che i cani randagi possano essere entrati all’interno dei magazzini, dove potrebbero ancora esserci sostanze chimiche tra cui il solfato di rame (una sostanza di colore blu che esiste anche sotto forma di polvere). Secondo Mislivets, gli animali potrebbero essersi rotolati tra i sacchi che contenevano il solfato.

“Purtroppo nella città di Dzerjinsk sono presenti parecchi siti dell’industria, abbandonati da anni e praticamente non custoditi. Sul territorio di alcuni entrano non solo gli animali, ma anche i bambini e i senzatetto, ignari dei pericoli che presenta un luogo dove vengono depositate le sostanze tossiche incustodite“, afferma Nicolai Lilin nel suo post.

Animali, nutrite bene i vostri gatti e loro smetteranno di andare a caccia

Il solfato di rame, la forma più tossica di rame per l’uomo, può causare irritazioni a pelle e occhi ed è tossico se ingerito. Inoltre, secondo l’Agenzia europea delle Sostanze Chimich può influire sulla fertilità, causare danni al feto o agli organi degli adulti in caso di esposizione lunga o ripetuta.

Il Solfato di Rame viene spesso usato:

  • Per ridurre la tossicità nei confronti dei vegetali;
  • è un erbicida, controlla le piante acquatiche invasive vicino alle tubazioni contenenti acqua;
  • per curare le infezioni di parassiti in pesci di acquario;
  • è presente in diversi test chimici.

 

(Visited 206 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago