Cane randagio uccisa a bastonate. Ape: “Inasprimento pene per chi uccide gli animali” FOTO

E’ stata uccisa a bastonate e poi cosparsa di benzina: questa è la storia della randagia Ruth, una cagnolina morta per opera di un contadino di 88 anni a Partinico (Palermo). “Questo ennesimo atto di crudeltà è una ferita al cuore. È arrivato il momento che il legislatore inasprisca le pene per chi maltratta e uccide gli animali”, Rinaldo Sidoli, presidente di Alleanza Popolare Ecologista (Ape).

Un gesto di rabbia inspiegabile verso una dolce randagia, Ruth, amata e conosciuta da tutti a Partinico, Palermo. L’uomo, un contadino di 88 anni,  è stato visto compiere il gesto da un vicino di casa che lo ha fotografato.  I carabinieri sono riusciti in questo modo ad individuare il responsabile di questo atroce gesto. A tentare di salvare la vita a Ruth l’intervento di Salvatore Libero Barone che ha evitato che venisse data alle fiamme. Una volta soccorsa e portata dal veterinario però le sue ferite erano troppo gravi e la tenera Ruth non c’è l’ha fatta.

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Questo ennesimo atto di crudeltà è una ferita al cuore per tutti gli animalisti”, così in una nota Rinaldo Sidoli, presidente di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). “Siamo stanchi di denunciare simili nefandezze. È arrivato il momento che il legislatore inasprisca le pene per chi maltratta e uccide gli animali. Ricordiamo che il punto 22 del programma di Governo Pd-M5s prevede di ‘rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti’. Si può e si deve ripartire riprendendo il DDL S. 1078 a firma del senatore Gianluca Perilli (M5S), calendarizzata l’8 maggio 2019 e assegnata alla 2ª Commissione permanente (Giustizia)”.

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Conclude Sidoli: “Ringraziamo Salvatore Libero Barone per aver soccorso il cane e impedito che il corpo fosso dato alle fiamme. L’autore del vile atto dovrà rispondere di questo crimine. Ci sono tutti gli elementi (foto e video) perché le Autorità procedano ai sensi di legge contro l’autore di questo atto bieco”.

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