candida auris fungo killer cambiamento climatico

Uno dei tanti casi in cui il cambiamento climatico può avere impatti significativi anche sulla salute pubblica.

Candida auris, c’è un caso accertato in Italia: si tratta di un paziente ricoverato a Mestre e reduce da un viaggio all’estero. Questo fungo killer è altamente resistente ai principali antibiotici e può uccidere la metà delle persone colpite nel giro di tre mesi. La mortalità, comunque, può variare dal 30 al 70%, a seconda delle eventuali patologie pregresse dei pazienti. Nelle persone più vulnerabili, può causare gravi infezioni ma preoccupa soprattutto la sua contagiosità. Si può trasmettere infatti con il contatto con un infetto, ma anche con le superfici.

L’epidemia di Candida auris

Candida auris è stato isolato per la prima volta nel 2009, in Giappone. Il primo esemplare ad oggi noto risale però al 1996, identificato retrospettivamente in alcuni campioni coreani. In Europa, i primi focolai sono stati accertati per la prima volta nel 2015, in Francia. In Italia, invece, il primo focolaio di una certa dimensione si è registrato nelle regioni settentrionali (in particolare la Liguria), nel 2019.

Candida auris, l’incredibile antibiotico-resistenza

Uno studio di alcuni ricercatori canadesi, che hanno controllato quasi 1.300 sequenze genomiche di Candida auris, ha permesso di scoprire come questo fungo riesca a sviluppare l’antibiotico-resistenze. Quando si riproduce, infatti, si ricombina sempre, generando nuove varianti. Se i ceppi che si uniscono hanno sviluppato resistenza a due farmaci diversi, la variante che ne deriva sarà resistente a entrambe le medicine. E così via, ad ogni replicazione.

Candida auris, il fungo favorito dal cambiamento climatico

Potrebbe essere stato il cambiamento climatico a favorire la diffusione di Candida auris. In particolare, secondo diversi esperti, sarebbe stato proprio l’aumento delle temperature a favorire le condizioni idonee perché il fungo si adattasse a infettare l’uomo. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica mBio, che ha descritto il primo caso di infezione. Candida auris ha una forte suscettibilità termica, cioè è in grado di sopravvivere alle alte temperature, a differenza di altre specie ‘parenti’ di funghi, che non tollerano la temperatura corporea dei mammiferi. Un’ulteriore prova di questo sarebbe il fatto che la maggiore capacità di diffusione è avvenuta contemporaneamente, ma con tre ceppi distinti, in tre continenti (America, Africa e Asia).

Articolo precedenteIncendi a Roma, Gualtieri: “Se quello a Balduina fosse doloso, sarebbe gravissimo”
Articolo successivoGas e nucleare in tassonomia, ok del Parlamento Ue. Eleonora Evi: “Il Green Deal è morto”