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Canarie, l’eruzione del vulcano continua: nuovi evacuati. Giallo sulla sorte dei cani intrappolati

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Canarie, il vulcano Cumbre Vieja continua ad eruttare a un mese e tre giorni dall’inizio dell’attività. Sono scattate nuove evacuazioni, con la colata di lava che minaccia nuovi territori dell’isola di La Palma. E intanto, è mistero sulla sorte dei cani rimasti intrappolati.

Canarie, l’eruzione del vulcano Cumbre Vieja continua. A un mese e tre giorni dall’inizio dell’attività eruttiva, la colata di lava sta minacciando nuovi territori dell’isola di La Palma e nelle scorse ore sono scattate nuove evacuazioni di abitanti a scopo precauzionale.

 

Nella notte tra mercoledì e giovedì gli abitanti di una cinquantina di edifici hanno dovuto lasciare le loro case nei comuni di Los Llanos de Aridane e Tazacorte. Gli sfollati, dal 19 settembre a oggi, sono più di settemila e la lava ha finora sepolto 866 ettari di terreno e distrutto 2.185 edifici. Tra le zone attualmente più a rischio, al momento, c’è la località di La Laguna.

 

Come se non bastasse, si è venuto a creare un vero e proprio mistero sulla sorte dei quattro cani rimasti intrappolati dalla colata di lava e che erano stati nutriti grazie a dei droni forniti da tre diverse aziende. In quel punto, da qualche giorno, i droni non hanno più trovato tracce degli animali, ma hanno ripreso alcune impronte umane ed è stato trovato un messaggio, firmato da un misterioso gruppo chiamato A Team: “Forza La Palma, i cani stanno bene“. Miguel Ángel Morcuende, direttore tecnico del piano regionale di emergenza, ha spiegato: “Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo, poi non ne abbiamo più saputo nulla“.

 

 

L’unica (parzialmente) buona notizia è che per la prima volta, i tecnici dell’Istituto di vulcanologia delle Canarie (Involcan) sono riusciti a raggiungere la fessura eruttiva del Cumbre Vieja per studiarne le caratteristiche. Nel frattempo, come ogni giorno dal 19 settembre scorso, una squadra di vulcanologi raccoglie campioni di gas estratti dal suolo e misura il flusso della diffusione di CO2 per studiare l’evoluzione dell’attività eruttiva.

 

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